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La magia e l'incanto
Come ci si spiega che chiunque metta piede e trascorra appena qualche giorno sul territorio salentino ne resta irreparabilmente incantato e non lo scorda più?
Una terra per intenditori, dai fantastici riflessi color smeraldo di un mare incantevole, dalla raffinata ed effervescente eleganza di piccoli paesi bianchi incorniciati come perle e dagli ulivi secolari. Maestose le masserie, quasi impenetrabili fortezze, palpitanti i capolavori del barocco meritevoli di ammirazione. Affascinante e accogliente, questa terra è un mondo a sé per la conformazione del territorio e del suolo, per il paesaggio, per le tradizioni, la lingua, i costumi, il folklore, la gente.
Civiltà occidentale e magia d’Oriente convivono felicemente in questo suggestivo angolo della penisola, tallone d’Italia. Terra ricca di memorie, di insigni monumenti, di incantevoli ville, di un poetico artigianato, di un inconfondibile stile di vita e di una eccellente gastronomia.
Partendo dall'antica Rudiae fino a giungere al Finibusterrae di Santa Maria di Leuca, domina la magia e l'incanto della pietra, quella dei menhir, dei dolmen, delle specchie, delle grotte carsiche, dei villaggi rupestri, quella dei campanili, dei rosoni, delle cattedrali, dei castelli, dei torrioni di avvistamento, degli archi, degli obelischi, quella delle antiche mura, delle case coloniche e dei palazzi cittadini.
Tante sensazioni forti ed intense che in questa penisola non finiscono mai.

Dov'è
La Repubblica Salentina, conosciuta anche come Salento o penisola salentina, è la parte meridionale della Puglia, situata tra il Mare Ionio ed il Mare Adriatico e delimitato dalla cosiddetta "soglia messapica", una depressione che corre lungo la linea Taranto-Brindisi e che lo separa dalle Murge. È denominato il "tacco d'Italia". I suoi vertici ideali sono:
- Taranto, nell'omonima provincia;
- Serranova, a nord di Brindisi;
- Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.
Abbraccia l'intera provincia di Lecce e le aree meridionali delle province di Brindisi e Taranto, compresi i due capoluoghi.
Ha una configurazione pianeggiante in cui si distinguono i primi rilievi delle Murge tarantine a nord-ovest, il Tavoliere di Lecce al centro, le ondulazioni delle Serre a sud. Storicamente occupa il territorio dell'antica Terra d'Otranto. Al di sopra di tali confini, la lingua può quindi essere definita generalmente "pugliese", appartenente alla tipologia "meridionale". Al di sotto invece, si parla il dialetto salentino, appartenente alla tipologia "meridionale estremo".
Formatosi in epoca piuttosto recente dal sollevamento di enormi masse di sedimenti calcarei depositatisi sul fondo di un antichissimo mare (la Tetide), il Salento non ha nessuna risorsa nel proprio sottosuolo se non enormi giacimenti di pietra sedimentaria, la famosa Pietra Leccese, conosciuta in tutto il mondo.
In compenso la bellezza delle coste, il mare pulito, la dolcezza delle forme del territorio, il clima mite compensano questa mancanza.
Non ci sono fiumi, o, per lo meno, corsi d'acqua che possano meritarsi questo nome; il più famoso è forse l'Idro, che sfocia nel porto di Otranto (e al quale la città deve il suo nome) ma, ormai, è ridotto ad un rigagnolo. Osservando, però, il territorio, è facile riconoscere qualche vallata scavata, in tempi remoti, ad opera di qualche fiume ormai scomparso. La stessa "Valle dell'Idro", appena fuori Otranto, testimonia, con le sue dimensioni, la trascorsa grandezza dell'odierno rigagnolo...
La mancanza di fiumi e l'acqua, spesso, molto scarsa hanno, nel corso dei secoli recenti, segnato la storia di questo lembo di terra. Bisogna aspettare il terzo decennio del XX secolo per vedere il completamento dell'Acquedotto Pugliese, che, portando a termine un progetto cominciato dopo l'Unità d'Italia, portò l'acqua potabile dalle sorgenti del Pertusillo, in Campania, sino al "Terminal" a Leuca.

Le località da visitare
Su questa pagina potete scegliere la località da visitare e trovare alcuni suggerimenti sulle relative strutture ricettive (hotel, b&b, agriturismo, masserie), di ristoro (trattorie, pizzerie, ristoranti, agriturismo, pub), di prodotti tipici (vino, olio, gastronomia), di artigiani e dei loro artefatti (cartapesta, pietra leccese, legno, ferro, ceramica).

Il Grande Salento
by SerafinoIl 24 gennaio 2006, si è tenuto un importante incontro presso il salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi, dove i tre presidenti delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, nonché i tre sindaci delle rispettive città capoluogo, si sono incontrati per discutere l'idea del progetto del "Grande Salento", un tavolo di consultazione permanente con le finalità di creare politiche comuni su cultura, infastrutture, università, turismo ed analizzare tutti i bisogni territoriali in modo da far fronte con interventi e strumenti finanziari ad una crescita socio-economica del cosiddetto "Grande Salento".

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Il Salento e alcune località su Podcast
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Le sue coste
by Theta72Proteso per più di 150 km. tra Adriatico ed Ionio, il Salento ha uno sviluppo costiero incantevole che alterna i selvaggi dirupi che sprofondano in mare da San Cataldo a Santa Maria di Leuca sul versante Adriatico, ai lidi sabbiosi e dorati della costa ionica da Leuca fino a Porto Cesareo, in una inebriante successione di torri di avvistamento, baie, scogliere, spiagge, isolotti.
Chi volesse realizzare il circuito dei due mari dovrebbe lasciarsi condurre dalla costa bassa e sabbiosa verso Sud da Torre Rinalda a San Cataldo con i resti del Porto di Adriano e proseguire fino al Parco Naturale delle Cesine, zona umida che conserva suggestivi habitat naturali. by ArinaoaDa qui, in direzione Otranto, si incontrano i sensazionali centri di Roca Vecchia, importantissimo Parco Archeologico, Torre dell’Orso, Torre Sant’Andrea ed i suggestivi Laghi Alimini, specchi d’acqua salmastra con risorgive dolci. Otranto è tra le più emozionanti località marittime dell’intero Mediterraneo con la sua storia portentosa, le sue architetture ed il suo litorale fino alla vicina Punta della Palacia, l’estremità più orientale d’Italia.
La litoranea scende fino a Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase, Gagliano del Capo con il belvedere del Ciolo per approdare poi al bianco scintillante di Santa Maria di Leuca. Doppiata Punta Ristola l’ulivo, che arrivava a lambire la costa, lascia il posto alle vigne seguendo le quali si risale verso Ugento con i suoi bacini d’interesse naturalistico e da qui, attraverso muretti a secco, “furni” e “paiare”, si arriva allo splendore di Gallipoli, la città bella (“Kalè Polis” in greco) con le cupole abbaglianti delle sue numerose chiese.
Lido Conchiglie, la spettacolare Montagna Spaccata ed è già Marina di Nardò. In zona il bellissimo Parco Naturalistico di Porto Selvaggio. Anche qui a ricordarci secoli di continui allarmi e paura uno scenario di torri di avvistamento, da Torre Inserraglio a Torre Sant’Isidoro, a Torre Chianca. Si giunge infine a Porto Cesareo centro turistico attrezzatissimo con numerose spiagge protette da un arcipelago di isolotti fra i quali la celebre Isola dei Conigli.
Vuoi vedere un video sulle coste salentine? by SalentoCongressuale

Le torri costiere
by DabasseLe incursioni piratesche dei turchi nel Salento non hanno,fino al 1500,una risonanza tale da spingere la autorità ad intervenire drasticamente per scongiurare il terrore che viene dal mare.
La presa di Otranto del 1480 e il sanguinoso saccheggio di Castro del 1537,rendono ormai indispensabile un’opera di fortificazione del territorio.La strategia per la difesa del Salento prevede la costruzione ex novo di torri di avvistamento e fortilizi e la ristrutturazione delle numerosi torri torri di età Sveva e Angioina , non che la fortificazione delle masserie.
by Acetosa888La maggior parte delle torri costiere risale agli anni 60 del ‘500, poco prima della vittoriosa battaglia di Lepanto (1571) che avrebbe radicalmente ridimensionato la presenza turca del Mediterraneo Occidentale. Le torri costiere della provincia di Lecce si concentrano per lo più sul versante adriatico. Al turista interessato che intendesse percorrere la bellissima litoranea da San Cataldo fino a Capo di Leuca e da qui risalire il versante Ionico fino a Porto Cesareo, si presenterebbero delle strutture possenti, testimoni di quel clima di paura , ma anche di fiera resistenza nel quale visse la popolazione salentina per secoli.
Costituiscono, nella loro severa essenzialità, dei veri e propri gioielli di edilizia militare che connotano fortemente tutta la costa.
by LukeLe torri che partendo dalla costa adriatica salentina si succedono l’un l’altra sono:
Torre Specchiolla, Torre Rinalda, Torre Chianca, Torre Veneri (Lecce), Torre Specchia Ruggeri (Vernole), San Foca, Torre dell’Orso (Melendugno), Torre Santo Stefano, Torre del Serpe (Otranto), Torre Sant’Emiliano, Torre di Minervino (Porto Badisco), torri di Diso, di Andrano, di Tricase, di Tiggiano e di Alessano, torre dell’Omo Morto (Leuca), quindi per lo ionio Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, San Giovanni (Ugento), Torre Suda (Racale), Torre Sabea (Gallipoli), Torre delle Quattro Colonne, Torre dell’Alto, Torre Sant’Isidoro, Torre Squillace (Nardò) per terminare con le torri di Porto Cesareo.

L'entroterra
by Acetosa888Campi di terra rossa, muretti a secco, vigneti profumati, ulivi secolari insieme alle caratteristiche abitazioni rurali espressioni dell’antica civiltà locale sono alcuni degli strabilianti scenari che l'entroterra salentina sa offrire tanto generosamente agli occhi capaci di cogliere la poesia visiva.
Il primo scenario che viene alla mente, non a torto, è sicuramente il verde e l'argento degli uliveti. Questi sono plurisecolari e rappresentano dei veri monumenti della natura, alcuni ulivi hanno una mole imponente con tronchi dal diametro anche di due metri. Passeggiare fra questi giganti è veramente salutare e interessante, e ancor di più, scoprire con esperti i loro segreti e le tecniche di raccolta delle olive. by BizzoLe escursioni culturali e naturalistiche nei boschi dei grandi ulivi millenari, sono rivolte a fruitori di ogni età e ogni periodo dell'anno è adatto.
Morbide le serre salentine che corrono parallele lungo la costa ionica del Salento e rappresentano fin dai tempi antichi il rifugio più sicuro per le genti in fuga dalle incursioni dei pirati lungo le coste. Morfologicamente rappresentano la continuazione delle Murge presenti in provincia di Bari e Taranto, da cui però risultano divise dalla vasta area pianeggiante del Tavoliere di Lecce. Le altezze delle serre salentine non superano quasi mai i 200m sul livello del mare e la vegetazione dominante, salvo le aree prevalentemente destinate alla coltivazione delle olive, risulta essere quella della macchia mediterranea. Il territorio, da sempre impervio, è stato strappato a fatica alle rocce calcaree affioranti e reso coltivabile dai contadini della zona.
by ArianoaDel caratteristico paesaggio salentino, sono anche le maestose costruzioni trulliformi chiamate "pajare", "caseddhri" o "furnieddhri", testimonianza significativa di quando la nostra campagna pullulava di contadini operosi. Sono stati utilizzati come ripari temporanei o giornalieri da tali contadini che, con molti sacrifici, hanno strappato alla terra avara il necessario per vivere insieme alle loro famiglie; pertanto queste costruzioni sono le più sacre testimonianze della civiltà contadina. Le costruzioni si presentano a forma piramidale o quadrata, a forma tronco-conica o tronco-piramidale, singoli o a coppia, isolati al centro delle unità particellari o sistemati sui confini per non togliere spazio alle colture. Si tratta di un fenomeno di permanenza culturale forse unico nella nostra regione e di una tecnica costruttiva che, dalla sua comparsa in epoche antichissime ad oggi, si è tramandata di padre in figlio senza risentire del fascino degli stili.
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