Dal 13 al 15 luglio uniti nel nome del reggae
Nel patrimonio popolare tradizionale, nell’uguale condizione di “sud del mondo” e nel calore della gente si individuano quelle similitudini e affinità che hanno reso possibile l’invenzione di un ponte tra l’isola caraibica e la penisola salentina in nome di uno dei ritmi più coinvolgenti e trascinanti: il reggae.
Il Salento, una penisola nella penisola, incastonata nel tacco dello stivale italico, il più antico dei territori pugliesi. Di certo una terra che più tenacemente è rimasta ancorata ai ritmi ancestrali della sua civiltà. Questo luogo di frontiera crocevia di tante culture, intreccio di civiltà abbraccia i messaggi di pace, amore e spiritualità tipici della cultura reggae: un unico suono, quello della fratellanza e l’unione di culture differenti contro le diversità e le minoranze.
Il Respect Salento Reggae Festival è il primo vero festival della musica giamaicana nel Sud Italia. Lo straordinario successo nazionale e internazionale di gruppi come i Sud Sound System ha dato visibilità mondiale alla scena salentina del reggae e del raggamuffin, al punto da far coniare alla stampa specializzata la definizione del Salento come “Giamaica d’Italia”.
E' un'occasione da non perdere per tutti gli amanti della musica reggae, ed è proprio nella meravigliosa terra salentina, a S.Donato di Lecce presso il centro Sportivo Musicale Delta.
Si consiglia di consultare anche il sito ufficiale.
Vuoi conoscere altre date di concerti reggae (e non solo) nel Salento? Vai su Reggae Salento.
I concertoni
-> Venerdì 13 luglio
ROBBO RANX e, a seguire, T.O.K.
-> Sabato 14 luglio
ONE LOVE HI-POWA e, dopo, SUD SOUND SYSTEM
-> Domenica 15 luglio
ZIGGY MARLEY
Il reggae salentino
Adesso dire che il reggae è la "voce" della terra salentina è un po' esagerato ma se il Salento è conosciuto come la Jamaica d'Italia, un motivo ci deve pur essere. Nelle culture e nelle tradizioni più profonde del territorio salentino in ambito musicale c'è sicuramente la ben nota pizzica pizzica e la taranta, che negli ultimi anni hanno avuto una diffusione ed un apprezzamento assolutamente fuori dal comune. Infatti riteniamo che non vi sia altro genere musicale folkloristico ultra secolare al mondo che attrae e che contamina i giovani d'oggi quanto lo sappia fare il potere ipnotico e travolgente della pizzica salentina.
Il reggae salentino nasce sul finire degli anni '80, questa storia coincide con la storia di un gruppo di ragazzi (che poi diverranno i Sud Sound System) e del loro amore incondizionato verso la musica Reggae, in quella terra, il Salento, così lontana dai cosiddetti "circuiti" e allo stesso tempo così ricca di cultura e tradizioni. Il reggae vissuto, quindi, come realtà totale, non solo musicale: non c'è bisongo di inventarsi la similitudine tra il Reggae giamaicano e il patrimonio popolare tradizionale, semplicemente perchè questa similitudine può dirsi già preesistente nell'attitudine musicale così come nei temi sociali, poichè entrambi Sud del mondo, e non ultimo nel calore che accomuna le due realtà.
Ma, come spesso succede, la storia del reggae salentino non è geograficamente circoscritta alla provincia di Lecce, essa infatti si intreccia con quella delle case occupate a Bologna, città dove la maggior parte dei componenti del gruppo ha risieduto per motivi di studio. Qui sul finire dell''88 i giovani salentini davano vita a mitiche apparizioni stradaiole sotto i portici di via Avasella 12 e nei locali occupati della neonata Isola Nel Cantiere. A questo periodo risale la prima versione del brano "T'à sciuta bona" (Ti è andata bene) che diventerà un classico del gruppo.
Sempre a Bologna si apriva un'altra parentesi del reggae salentino: con Treble alla chitarra e voce, Gopher alla batteria e Giorgio Pizzi al basso, nascono nell'ottobre dell''89 i Rough Ryders, una band che fece il giro delle università che erano in occupazione a Bologna nel periodo della Pantera. Di loro resta un solo demo oggi introvabile (One Blood). Poco più in là lo stesso Treble suonerà la chitarra in una band reggae siciliana, i Calura, con cui in seguito il S.S.S. si esibirà spesso dal vivo.
Ma ci sono anche altre influenze delocalizzate. Un altro componente dei futuri S.S.S., Don Rico, ad esempio, studia a Roma, e lì entra in contatto con la posse di Onda Rossa e con l'ambiente della miriade di centri sociali romani. A Roma farà conoscere il suo stile già maturato da anni nel Salento.
Fonte: 2gether4ever
Il comune di San Donato
San Donato di Lecce sorge ad 11 Km. dal capoluogo Salentino. Caratteristica dell'economia paesana è la produzione di manufatti realizzati con giunco e canne palustri.
Ma il paese è anche conosciuto come la patria dei cocomeri, in dialetto 'cucùmmari', in quanto questa primizia di ortaggio primaverile veniva coltivata da un gran numero di piccoli agricoltori, i quali erano diventati talmente esperti della coltura che riuscivano a far arrivare sul mercato il prodotto molto tempo prima di quanto non riuscissero a fare i contadini di altri paesi vicini.
Il paese è sorto nell'XI secolo, probabilmente sui resti del Casale Vigliano ed entrò subito a far parte della Contea di Lecce. Più tardi fu feudo dei Signori Vaax d'Andrada e dei signori Maiorana.
Di notevole interesse artistico di San Donato è il Palazzo Marchesale, costruito nel XVII secolo.
La Chiesa Matrice di San Donato è dedicata alla Madonna della Resurrezione del Signore presenta la facciata imponente e il portale adorno di statue poste in nicchie e risale al XVIII secolo.
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