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Salento, terra di arte, cultura e natura
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Ogni stagione è la ...migliore!
Si può facilmente dire che è possibile venire nel Salento quando se ne ha voglia grazie al nostro clima mite. Il Salento ha un clima mediterraneo, e l’influenza del Mediterraneo garantisce, perfino in inverno, una scorta di calore. Comunque le stagioni qui, nonostante siano apparentemente simili a quelle delle altre aree del sud Italia, hanno le loro peculiarità.

In primavera il clima è mite, il tempo è sempre sereno e piove raramente. Possiamo indossare vestiti leggeri e scarpe confortevoli per visitare la macchia mediterranea (caratterizzata da un folto e profumato sottobosco come il mirto e il rosmarino).

In estate il clima è caldo e secco e si possono trascorrere lunghe ore sulla costa, sulle bianche spiagge o sulle late scogliere. Si possono indossare vestiti tipicamente estivi e, naturalmente, suggeriamo di usare un cappello, occhiali da sole e crema protettiva. Di sera può esserci una leggera brezza ed è bene portare con sè un golfino di cotone.

In autunno i colori variano dal verde chiaro al marrone scuro. Piove raramente e la temperatura mite consente ai turisti di trascorrere piacevoli giornate all’aperto. Sicuramente in questa stagione è bene indossare abiti più caldi che in estate, ma un pullover o un impermeabile sono sufficienti.

L’inverno è piuttosto breve e non così freddo. Nevica raramente, perciò si possono lasciare a casa le pellicce e indossare cappotti imbottiti. I mesi più freddi sono gennaio e febbraio, tuttavia la temperatura è sempre di circa 8-10 gradi.

Quando c’è la “Focara”?
Si festeggia a Novoli il 16 e 17 gennaio, in onore del santo patrono, Sant’Antonio.
È un falò, alto più di 25 metri fatto di tralci di vite appena potati, su cui sono posti alcuni simboli religiosi. Un momento suggestivo è quando il falò si accende con fuochi d’artificio alle otto di sera. Nel Salento il fuoco è spesso presente durante i riti religiosi perché è simbolo di rinascita e purificazione.
La costruzione del falò inizia molto tempo prima e tante persone partecipano alla costruzione di questo enorme vulcano di legno, formando catene umane per posizionare i fasci di legno fino alla cima.
Ogni anno migliaia di persone si recano a Novoli per partecipare all'accensione della focara, un meraviglioso scenario di colori e luci. L'evento dura tutta la notte e continua fino al giorno dopo.
Per saperne di più vai sul sito ufficiale

Altri eventi a gennaio: la “befana”, la “sagra della Pestanaca” a Tiggiano, la festa di San Sebastiano a Galatone, la festa di Sant’Antonio a Monteroni.
Quand’è il carnevale di Gallipoli?
Il carnevale è uno degli eventi più importanti a Gallipoli (e nel Salento) e ogni anno, a partire dal 1954, viene celebrato in modo sfarzoso.
Tutto inizia il 17 gennaio con la cosiddetta “Focareddhra”, (un cumulo di legna da ardere): le persone raccolgono rami di ulivo e cantano e danzano la pizzica attorno alla Focareddhra. Questo rituale risale alle credenze precristiane sul potere propiziatorio del fuoco.
Durante il carnevale gruppi di persone mascherate corrono per le strade principali gettando coriandoli e facendosi scherzi, mentre i giocolieri intrattengono le persone coi loro numeri.
La maschera tipica è “Lu Tidoru”; era un soldato che era tornato nella sua città per il carnevale. Dal momento che la sua famiglia era solita mangiare molto in questo periodo (prima della Quaresima), un giorno mangiò così tanta carne che soffocò e morì. Ancora oggi la gente di Gallipoli dedica a questo tragico episodio un carro allegorico (il carro funebre, appunto), che sfila in parata per le strade.
La parata è piena di allegria e ilarità mentre centinaia di persone la osservano ai lati delle strade immersi in un mare di emozioni e colori.

Altri eventi a febbraio: il carnevale di Aradeo, la “Candelora” di Martano, la festa di Sant’Antonio a Cutrofiano, la festa di San Gregorio a Nardò, la festa di San Giorgio a Matino.
Quando sono le “Tavole di San Giuseppe”? (tables of St. Joseph)
Questa festa si tiene il 19 marzo in molte città come: Maglie, Giurdignano, Uggiano, Otranto, Diso, Minervino, Poggiardo.Nella piazza principale o nelle loro case, le persone apparecchiano tavole per i pellegrini, amici o parenti, offrendo loro qualcosa da mangiare in segno di amicizia e benvenuto.
Nei tempi antichi era una forma di carità verso i poveri; lentamente la festa ha assunto altri significati: per esempio una leggenda dice che le persone apparecchiano la tavola come voto per il santo.
Il modo di apparecchiarle cambia da città a città, ma il numero di piatti e la loro tipologia non cambia mai (sempre un numero dispari, generalmente 13); le tavole sembrano essere come dei piccoli altari; infatti le donne per questa occasione usano la tovaglia più bella e ricamata, mettono fiori sulla tavola e altri ornamenti in casa.
A Giurdignano per esempio c’è una grande festa popolare nella piazza principale, dove è apparecchiata una tavola lunghissima; su di essa sono posti vari piatti gustosi. Ogni tavola mostra un’immagine o una statua del santo.
Il piatto principale è la cosiddetta “Massa di San Giuseppe”: consiste di pasta fatta in casa tagliata a strisce che le donne preparano con farina di grano duro. La cuociono in grandi pentole mischiata con i “mugnuli” (piccoli cavoli), e la versano in grandi coppe di terracotta con ceci, precedentemente cotti nelle “pignate” (tipici recipienti del Salento). Generalmente un po’ di questa pasta viene fritta e quando diventa scura viene aggiunta al resto e si mischia il tutto con olio. Vale la pena provarla!
Altri piatti tradizionali di questa festa sono: gnocchetti di pasta con il miele (purceddhruzzi), pesce fritto o arrosto, “pampasciuni” (un tipo di cipolla aspra), baccalà stufato, cavolfiori fritti, vino, olio e la grande pagnotta votiva a forma di anello.

Altri eventi di marzo: i “Canti di Passione” nella Grecìa salentina, la sagra delle zeppole a Nardò, la festa della Madonna di Loreto a Surbo, la fiera del cavallo a Noha.
Quando sono i riti della Settimana Santa a Gallipoli?
Questi riti si tengono ogni Pasqua nella parte vecchia della città di Gallipoli.
Si respira un’atmosfera mistica, specialmente il giovedì Santo. In questo giorno tutte le confraternite religiose ripropongono la tradizione della processione, ognuna coi suoi colori e simboli religiosi, come facevano gli artigiani nei tempi antichi.
La sera del giovedì Santo ogni confraternita (e anche la gente) visita le chiese e adora Gesù Eucarestia; questo rito prende il nome di “Sepolcri”, ma in realtà le persone non vanno a pregare davanti a Cristo morto, piuttosto si celebra l’Ultima Cena, quando fu istituita l'eucarestia.
Il venerdì Santo, nel tardo pomeriggio, dopo la morte di Gesù Cristo, le confraternite portano in processione statue rappresentanti scene religiose, i cosiddetti “Misteri”; è una processione molto lunga che dura fino all’alba seguente. Le cose meravigliose sono l’assoluto silenzio, interrotto soltanto dal suono ritmico della “trozzula” (uno strumento di legno dal suono stridulo), le luci dei lampioni delle strade e l'improvviso suono della tromba (che risuona come il pianto della Vergine Maria). All’alba le statue e le confraternite ritornano nelle proprie chiese.
Un’altra processione inizia il Sabato Santo: l'Addolorata è portata in giro dalla Chiesa della Purità lungo i bastioni, mentre segue una bara dorata nella quale c'è una statua di Cristo morto. Dai bastioni un prete benedice l’intera città.
Se non si vedono dal vivo questi riti non se ne può capire la bellezza.

Altri eventi in aprile: la festa di Maria Ss.ma Annunziata a Tuglie, la festa di San Giorgio a Melpignano, la fiera dei Fischietti a Lecce, la festa dei Ss. Filippo e Giacomo a Diso, la festa del Ss.mo Crocifisso a Galatone.
Quando è la “festa de lu Masciu” a Sannicola?
La Festa de lu Masciu è una festa primaverile che si tiene a maggio, tra la seconda e la terza settimana.
Le sue origini risalgono al medioevo quando, il primo maggio, una folla di fattori, artigiani e mercanti si riunivano per esporre i loro prodotti agricoli, il bestiame e manufatti. In questa occasione gli innamorati si scambiavano doni.
Oggi il momento più caratteristico è rappresentato dalle feste all’aria aperta nell'area tra Gallipoli e Sannicola. È considerato un rito propiziatorio per invocare la fertilità e la produttività dei campi. Ragazzi e ragazze, con indosso costumi del XVII sec., si radunano nella piazza principale su carri finemente adornati con fiori e frutta e trainati da cavalli; qui si scambiano fiori e promesse d’amore. Poi ci sono spettacoli con sbandieratori, saltimbanchi e musicisti che procedono fino al colle dove si trova il convento di San Mauro; qui nel passato i monaci organizzavano una strana fiera. Vicino la piccola chiesa la gente balla e degusta i prodotti tipici.
Altri eventi a maggio: la sagra della Puccia a Villa Convento, la festa di San Nicola ad Aradeo, la festa di San Giovanni Elemosiniere a Casarano, i Cortili Aperti a Lecce, il festival vitivinicolo “Cantine Aperte”, la festa della Madonna della Coltura a Parabita.
Quand’è il rito delle lanterne di carta a Calimera?
Si tiene il 21 giugno. Risale al periodo greco-bizantino e si tiene lo stesso giorno del solstizio d’estate, il giorno più lungo dell'anno. La gente crea lanterne usando carta colorata e dà ad esse la forma di stelle, navi, aeroplani o cavalli. Generalmente usano ciò che trovano a casa; se non hanno abbastanza oggetti fanno una colletta nel vicinato per comprare il necessario. Di notte le lanterne sono appese lungo le strade e vengono accese, in un affascinante gioco di forme e colori. Va avanti per due giorni, durante i quali si organizzano eventi gastronomici e culturali. Dopo la festa si mettono insieme tutte le lanterne e si accende un falò purificatore.
Altri eventi a giugno: il premio Barocco a Gallipoli, la festa di San Giovanni a Zollino, la festa di San Pietro e Paolo a Galatina, la festa di San Sebastiano a Racale.
Quando sono le celebrazioni di Santa Cristina a Gallipoli?
EliofiloQuesta è una delle feste più spettacolari del Salento. Dura dal 23 al 25 luglio, e ricorda quando la santa salvò la città dal colera nel 1867. In onore della santa, che aveva subito numerose torture nella sua vita, la gente fece costruire una piccola cappella nella quale c’è una statua di cartapesta che ritrae la santa legata a un palo (questo ricorda quando la santa fu legata a un palo e fu frustata da 12 uomini per molte ore; alla fine loro erano esausti mentre lei sopravvisse). Durante questi tre giorni ci sono numerosi eventi: bande che suonano dalla mattina alla sera tardi nella parte vecchia della città, la statua della santa che è portata attraverso le strade, ma lo spettacolo più bello è il cosiddetto “albero della cuccagna” in mare. A mezzanotte del terzo giorno non bisogna assolutamente perdere i fuochi d’artificio!
C’è una stranezza riguardo questa festa: in questi giorni la gente gallipolina non va al mare. La strana abitudine risale al 1807 quando un bambino di 11 anni morì in mare proprio nel giorno dedicato alla Santa.
Altri eventi a luglio: la festa di Santa Domenica a Scorrano, la Sagra dell’Insalata Grika a Martignano, la Sagra Te Lu Ranu a Merine, l’”Agorà” a Martano, la festa della Madonna del Carmine a Tuglie.
Quand’è la festa dei pescatori a Castro?
Questa festa si tiene a Castro il 12 agosto in onore della Madonna del Rosario. I pescatori sono devoti alla Vergine che, secondo la tradizione, nel 1896 li aveva salvati durante una tempesta e permise loro di far ritorno al porto di Castro. Da quel momento, ogni anno, le si dedica una messa; poi si porta la Vergine in processione sulle barche fino alla grotta della Zinzulusa. I fuochi d’artificio rappresentano il momento più bello, poiché le luci si riflettono nel mare e creano un effetto molto scenografico. Dopo la processione religiosa, le persone mangiano specialità marinare, come pesce fritto e cozze.
Quand’è la danza delle spade in onore di San Rocco a Torre Paduli?
È un evento molto suggestivo. Torre Paduli è una piccola frazione di Ruffano; qui nella notte tra il 15 e 16 agosto si balla la pizzica e la famosissima e unica danza delle spade, al suono dei tamburelli, strumento che per tradizione viene costruito dagli artigiani del luogo.
DenisbenatiLa festa si svolge di fronte alla chiesa di San Rocco. Torre Paduli è meta di pellegrini da lungo tempo; arrivano perfino a piedi dalle città vicine e dormono sui gradini della chiesa aspettando la prima messa, che si tiene all'alba. L’origine di questa musica e danza spontanea sta proprio in questo lungo tempo che le persone trascorrono fino all’alba. Infatti quando la chiesa è chiusa (dopo il tramonto, il 15) si possono sentire i primi suoni dei tamburelli e inizia la notte più lunga dell’estate.
È come un grande raduno dove molte persone si raggruppano in cerchi (chiamati “ronde”) creando uno spazio al centro per ballerini e musicisti.
La cosiddetta danza delle spade prende le sue origini dagli zingari; i ballerini rendono questa danza fiera ed elegante e muovono le dita come coltelli, rispettando regole precise durante il ballo, entrando nel cerchio al momento giusto e lasciando spazio agli anziani che conservano l’originalità dei movimenti: per esempio non danno mai le spalle l'un l'altro e solo due danzatori per volta stanno nel mezzo. Se si vuole partecipare a questa festa è bene arrivare nel primo pomeriggio per evitare il traffico di automobili e persone sulla strada principale per il santuario.

Quand’è la festa del Santo Patrono di Otranto?
Si svolge dal 13 al 15 agosto e commemora la morte degli ottocento martiri nel 1480, quando la città venne assediata dai Turchi.
La maggior parte di loro erano persone semplici, pescatori, artigiani e contadini. Rifiutarono di rinnegare la loro fede cristiana al cospetto del pascià Achmet, e furono decapitati sul colle della Minerva.
Il 14 agosto una piccola parte dei loro resti (tutti conservati nella cattedrale) sono simbolicamente portati in processione per le strade.
Lungo le vie ci sono lampioni colorati, bancarelle che vendono una gran varietà di cose e musica, ma il momento più emozionante è quando i fuochi d’artificio lnciati in aria dal mare, creando uno splendido mix di colori. Si può ammirare il tutto dai bastioni.
Quand’è la “Notte della Taranta”?
Si svolge a Melpignano dal 1998, sempre nella seconda metà di agosto, nella piazza davanti al convento degli Agostiniani, dove migliaia di persone provenienti da tutta Italia (e perfino dall’Europa) vengono a vedere il concerto durante il quale la gente canta, suona e balla la pizzica, questa "nuova" danza che è la massima espressione della “salentinità”, in tutto il suo ardore e passione.
Molte star della musica hanno calcato questo famoso palco, come Steward Copeland dei Police, Noa, Nabil Salameh, Gianna Nannini, Franco Battiato, Francesco De Gregori e Piero Pelù. Questo evento è diventato importantissimo per la nostra cultura musicale; il grande concerto di Melpignano è solo l’ultimo e l’apice di una serie di concerti che iniziano dalla seconda metà di agosto in varie città. Enfatizza l’importanza che la musica popolare ha raggiunto nel nostro territorio dove è vista come un’espressione liberatoria.
Dall’esperienza di Melpignano è nata l’orchestra popolare della Notte della Taranta, almeno cinque gruppi che suonano e ballano al ritmo della Taranta nelle piazze. Molti giovani ragazzi e ragazze prendono parte in questi gruppi musicali, infatti l’edizione del 2004 è stata aperta dalla potente voce di Alessia Tondo, di soli 12 anni, che ha anche collaborato coi Sud Sound System in “Le radici ca tieni”.
Tra le band ci sono: Arakne Mediterranea, Aramirè, Canzoniere Grecanico Salentino, Ghetonia, Mascarimirì, Menamenamò, Officina Zoè, Salentorkestra, Uccio Aloisi Gruppu, Xanti Yaca.
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Quand’è la festa del Santo Patrono a Lecce in onore di Sant’Oronzo?
Dura tre giorni, dal 24 al 26 agosto; è dedicata a Sant’Oronzo, San Giusto e San Fortunato, ma il santo patrono di Lecce è Sant’Oronzo. Oronzo viveva a Rudiae, l’attuale Lecce.
GojcaFortunato era suo nipote; ricevettero entrambi il battesimo da Giusto che fu poi mandato a Roma da San Paolo per prendere alcune lettere apostoliche. Oronzo e Giusto iniziarono a predicare la nuova fede ma furono denunciati dai preti pagani. Dal momento che rifiutarono di offrire dell’incenso a Giove nel suo tempio, furono condannati alla frusta e messi in prigione. Una volta libero, Oronzo fu nominato da San Paolo vescovo di Lecce, e Fortunato dopo di lui. Ma non mancarono altri problemi; infatti l’imperatore Nerone li imprigionò nuovamente perché lui voleva che rinnegassero la fede cristiana. Alla fine, dopo lunghe persecuzioni, furono portati a tre chilometri da Lecce e il 26 agosto furono decapitati. Sul posto della morte fu eretta una chiesa, la chiesa di Sant’Oronzo fuori le Mura. La festa in suo onore risale al XVI sec., ma per lungo tempo la tradizione fu interrotta. Poi salvò la città da una terribile peste nel 1656, e da quel momento in poi la gente gli ha dedicato questi tre giorni di eventi, religiosi e non. Durante questi giorni tanta gente, anche di altre città, viene a Lecce, visitano le bancarelle e comprano una gran varietà di cose, o ascoltano gruppi musicali che suonano in ogni angolo della città. Nel tardo pomeriggio del 24 una lunga processione attraversa la città portando le statue dei santi, mentre la folla osserva e prega lungo le strade. Vi prendono parte sia il vescovo di Lecce, sia le autorità religiose e politiche. In conclusione ci sono i fuochi d’artificio la notte del 26.

Altri eventi in agosto: il mercatino del Gusto a Maglie, la sagra te lu Purpu a Melendugno, il Locomotive Jazz Festival a Sogliano Cavour, il festival vitivinicolo “Calici di Stelle” a Lecce, la festa della Madonna di Leuca a Santa Maria di Leuca, la festa di Santa Cesarea a Porto Cesareo.
Quand’è la festa te lu Mieru a Carpignano?
Ha origini antiche e si tiene il primo fine settimana di settembre.
Ebbe inizio nel 1974 quando una compagnia teatrale danese (l’Odin Teatret) venne in ritiro per un tour di seminari di aggiornamento, alla ricerca delle più profonde tradizioni popolari del Salento. Durante gli incontri e i seminari la compagnia conobbe la musica e la danza locale. Mentre bevevano del vino (che era considerato una bevanda magica) gli artisti si riunivano nella piazza e ballavano la Taranta, liberando i loro corpi e le menti (...è questo il vero significato della festa!). Pian piano gli abitanti di Carpignano cominciarono ad apprezzare quest’esplosione di teatro e musica nelle strade e decisero di organizzare una festa paesana con musica, danze e degustazioni gastronomiche. Il tutto dura 3-4 giorni e alla fine un comitato dà un premio al miglior vino dell’anno mentre la gente degusta pietanze che ben si accompagnano col vino: peperoni, pezzetti di cavallo al sugo, peperoncino e “lacciu” (sedano) intinto proprio nel vino. Il primo nome della festa fu “lu Patrunu”, un divertente passatempo che avevano gli uomini quando si incontravano con gli amici e bevevano vino in gran quantità. Poi fu chiamata “festa te lu Mieru” e ora è diventato un importante evento senza alcun significato religioso; è anche l’occasione per mostre di pittori locali, di civiltà popolare e artigianato.

Altri eventi a settembre: la fiera della “Capeddhra” a Taviano, la sagra te la Fucazza a Lequile, la festa di Santa Cesarea a Santa Cesarea Terme, il “Jazz & Wine Festival” a Salice Salentino, la festa di San Giuseppe da Copertino a Copertino.
Quand’è la “festa te lu Porcu meu” a Muro Leccese?
Durante questa grande festa, che ha luogo il terzo weekend di ottobre, viene servito in grandi quantità dell'ottimo maiale arrosto. In passato a ottobre la gente partecipava a varie feste per far provviste per l’inverno. Quelli che venivano qui il giorno prima, si accampavano per la notte, cucinavano un maiale nella piazza per mangiare e riscaldarsi. Al giorno d’oggi la carne è cotta in diversi modi: lessa, arrosto o al sugo. È l’occasione per assaggiare specialità locali mentre al mattino c’è la tradizionale fiera e al pomeriggio “l’albero della cuccagna”.

Quand’è la fiera di San Vito a Ortelle?
Dura dal 25 al 28 ottobre. È collegata a quella di Muro Leccese; si vende carne nel parco di San Vito mentre migliaia di uomini e donne assaggiano le parti migliori del maiale. È una delle fiere più antiche del sud Italia, infatti risale al XVI sec. Vi si serve maiale degli allevamenti locali. La fiera di San Vito è famosa soprattutto per il sapore delle pietanze servite, prevalentemente a base di carne di maiale. Ma oltre alle prelibatezze culinarie, la fiera è un mix affidabile di arte, cultura enogastronomica e riti sacri.

Altri eventi ad ottobre: la sagra dei Paniri te Site a Palmariggi, la festa della Madonna della Mercede a Campi Salentina, la sagra te la Volia Cazzata a Martano, la festa dei Ss. Medici Cosma e Damiano a Veglie.
Quand’è il festival del vino novello a Leverano?
“Novello” è il nome dato al vino nuovo, molto leggero. Si svolge a Leverano la prima settimana di novembre, in un’area dove la produzione del vino ha un’enorme importanza, nel suggestivo centro storico del comune, vicino la torre che durante il regno di Federico II proteggeva la città. Ci sono sfilate in costume (la gente si veste da cavalieri, dame e paggi) mentre suonatori e artisti di strada animano le vie del paese. Piatti tipici e prodotti sono serviti nelle bancarelle o nei ristoranti, ma non si può perdere la gara di bevitori di vino (con un imbuto che pende dai colli dei bevitori). È anche l’occasione per incontri culturali sulla produzione del vino e l’enologia salentina.

Altri eventi a novembre: La grande festa di San Martino su tutto il territorio (addirittura la festeggiano anche i salentini che vivono fuori, organizzandosi in gruppi di ritrovo!), la sagra della Castagna a Ruffano, la fiera di Santa Caterina a Galatina, il festival del pane e dell’olio d’oliva, la festa di Sant’Andrea a Presicce.
Quand’è la mostra dei presepi a Lecce?
Dura dall’8 al 24 dicembre. E' un’antica festa tradizionale Leccese: si tratta di un antico mercato, dedicato alle figurine, agli addobbi e a gli altri elementi che compongono il presepe. Si tiene generalmente nell’ex convento dei Teatini o presso la ex sede dell'Upim, nelle vicinanze di Piazza Sant'Oronzo. Si possono ammirare splendidi presepi di cartapesta e terracotta, molto realistici nei dettagli; inoltre si possono acquistare i cosiddetti “pupi” per i presepi domestici, fatti dagli artigiani che qui espongono i loro manufatti. È uno splendore di colori e luci; le opere sono fatte con cura, specialmente quelle che raffigurano scene di vita domestica. Sembra quasi di tornare al tempo della nascita di Gesù.
Quand’è il festa del fuoco a Zollino?
Racchiude simboli, messaggi e metafore della gente che ancora crede nelle antiche tradizioni e nel significato del fuoco. Fu istituita nel 1978 da Giovanni Pellegrino, uno strano cittadino di Zollino, che voleva mantenere vive alcune antiche tradizioni, come l’abitudine di accendere piccoli falò, le cosiddette “focareddhre”, agli angoli delle strade nelle sere invernali. Questa festa non ha un significato religioso, ma da allora è diventato un grande evento popolare; il 27 e 28 dicembre si accende un enorme falò con gli emigranti che tornano a casa per Natale. Musica, danza, artisti di strada, piatti tipici animano queste magiche serate; il tutto ha anche un significato culturale poiché le persone recitano una commedia “Il processo alla Striara”, che richiama la caccia alle streghe durante il medioevo. La “Striara” infatti è il nome dialettale di “strega”, di quelle donne che si trasformavano in gatti nelle notti di luna piena e danzavano sulla spiaggia.

Altri eventi a dicembre: la fiera di Santa Lucia a Scorrano, la sagra della Pittula a Specchia, Surano, Tiggiano, splendidi ed evocativi presepi viventi in tutto il territorio.




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