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Salento, terra di arte, cultura e natura
Pizzica e Taranta nel Salento

Alle radici del ritmo
Per comprendere una Terra, la sua cultura ed i costumi del suo Popolo è importante ascoltarne la musica.
Nell'ultimo periodo i salentini ed, in particolare, i giovani hanno riscoperto la musica dei padri, dei nonni, degli avi.
Ci si è accorti che le sonorità calde e solari proposte dalla musica popolare non hanno nulla da invidiare al Blues, la musica che ha dato le origini al rock, al soul, al r&b e al rap.
Il Salento, per la sua posizione centrale nel mediterraneo è, da secoli, il naturale punto d'incontro di culture diverse: le sonorità che ne derivano sono il felice connubio delle antiche musiche greche, bizantine ed arabe che costituiscono, insieme, il nocciolo culturale del bacino del "mare nostrum" di imperiale romana memoria. Fonte: Japigia.com

Pizziche, tarante e ...passione!
Ritmi e musiche dal sapore arcaico, semplici nelle loro melodie evocatrici di danze rituali pagane che ancora oggi riescono a coinvolgere quanti le ascoltano come i balli improvvisati tra gli spettatori durante i concerti possono dimostrare.
Questi canti non sono semplicemente momenti di ricreazione ludica come siamo abituati a considerare la musica. Essi erano spesso considerati strumento per operare guarigioni, per esorcizzare spiriti e purificare ambienti; propiziavano vittorie, fecondità, toccando i tasti segreti dell’anima che rispondeva suscitando in chi ascoltava il corrispondente stato d’animo evocato.
La pizzica appartiene alla musica così intesa. Sono balli e canti che guariscono i tarantolati, ovvero i malcapitati punti dalla terribile tarantola, un ragno i cui morsi provocano convulsioni e crisi epilettiche sino alla follia.
La pizzica, eseguita da fisarmoniche, violino e dal tamburello leccese, ritmo costante, evocativo di intense energie visibili nei movimenti sincopati e vigorosi dei tarantolati che danzano, era ritenuta in grado di operare la guarigione degli ammalati. Essi ballavano sino allo sfinimento, finché gli effetti del veleno non si dissolvevano nella stanchezza del movimento fisico libero da convenzioni e costrizioni.
Stiamo viaggiando verso la riscoperta delle radici autentiche dei ritmi da discoteca, ormai snaturati e lontani dal reale significato che il ritmo possedeva in origine?
È certo soltanto che riproporre gli antichi canti popolari non può che essere un passo ulteriore verso la riapropriazione e la valorizzazione anche di quel patrimonio culturale impalpabile quali sono le tradizioni, i canti e le credenze del passato.

Qualche esempio?





Un caso unico al mondo!
Parliamo di "caso unico al mondo" in quanto non ci risulta che ci sia un altro posto al mondo in cui la musica di tradizione del territorio, il folk, possa piacere tanto e possa affascinare e coinvolgere in maniera così forte i GIOVANI.
E' sufficiente partecipare ad una delle tantissime feste salentine che vengono organizzate in ogni parte d'Italia dagli studenti e dai cittadini che vivono fuori, per accorgersi in pochissimi minuti di quanti giovani ne vengono coinvolti e con quale passione si fanno prendere dalla "trance" che i ritmi salentini sanno creare.
Senza poi parlare delle centinaia di feste che hanno luogo in Italia, in Europa e in tutto il mondo, tra cui spicca prima fra tutte l'ormai internazionale "Notte della Taranta".

Ecco, questa per esempio è una esibizione degli Officina Zoè a TOKYO, in Giappone:

La Notte della Taranta
L’esorcismo dal morso della taranta continua ad esercitare ancora tutto il suo fascino, tanto che i paesi del Salento si riempiono di migliaia di persone, tra turisti e curiosi, allorquando d’estate vengono organizzate serate in onore della pizzica-pizzica, della taranta, appuntamenti che culminano nella celeberrima Notte della Taranta che si tiene, da qualche anno, ogni 17 agosto nella piccola Melpignano, nei pressi del convento degli Agostiniani, che fa da splendida cornice a questo evento.
Questo appuntamento è diventato in questi ultimi anni uno degli eventi più attesi, sia da parte dei salentini, che da parte di tutti i turisti richiamati dai ritmi e dalle danze che si sprigionano durante i concerti nelle piazze dei comuni della Grecia Salentina e non solo.
Il progetto di questo festival, è nato nel 1998, quando si decise di realizzare, all'interno dell'area ellenofona della "Grecìa salentina", un grande concerto in cui la locale musica folklorica si mescolava con altre tradizioni musicali, rivitalizzandosi e stabilendo, in questo modo, anche una modalità diversa di composizione musicale contemporanea.
Icona della manifestazione fu la taranta, o tarantola, animale mitico al cui morso le classi popolari salentine attribuivano una funzione mitica, come la definisce Ernesto De Martino, secondo cui il morso esprime conflitti psichici cifrati emergenti dall'inconscio.
La Notte della Taranta gode ormai di notevole considerazione in ambito nazionale ed internazionale, proprio grazie al fascino esercitato su grandi musicisti che sono accorsi presso il suggestivo convento degli agostiniani, per unirsi ai gruppi musicali di zona e far rivivere una tradizione secolare.
Attualmente il festival viene considerato dalla gente come un appuntamento irrinunciabile dell'estate salentina, come un marcatore dell'identità locale. Gli amministratori dei comuni della Grecìa hanno deciso di puntare su questo evento per attirare un numero crescente di turisti e date le presenze, circa 50000 persone durante l'ultima serata, si può tranquillamente concludere che lo scopo è stato raggiunto.
Negli ultimi anni, la Notte della Taranta ha goduto di tanta considerazione da essere trasmessa in diretta TV, contribuendo così a diffondere la cultura salentina oltre i confini stessi della Puglia, alimentando ancora di più la leggenda del Salento come Terra del Rimorso. Fonte: Salentu.com




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