Un Premio d'eccellenza
Tutto pronto ormai per la 40ma edizione del Premio Barocco, l’evento clou che apre l’estate salentina in programma Mercoledì 3 giugno a Lecce con la diretta televisiva in prima serata su RaiUno.
L’evento è stato presentato il 5 giugno in un hotel cittadino alla presenza del sindaco di Lecce Paolo Perrone, del rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia, del capo-struttura Rai Massimo Loifredi, del presentatore Carlo Conti, del regista Riccardo Di Blasi, di Nello Marti (Nibbio Produzioni), dell’amministratore delegato Carmelo Sergi e dal patron Fernando Cartenì.
Anche quest’anno il riconoscimento sarà assegnato alle personalità che si sono distinte nei rispettivi settori e gode del riconoscimento del Comune di Lecce, della Ragione Puglia, Provincia di Lecce e dell’Ente italiano del turismo.
La “Ninfa” di bronzo, simbolo del premio, andrà alle eccellenze dell’imprenditoria, del cinema, del giornalismo e dello sport.
Ad onorare il 40° compleanno del Premio Barocco, e a ricevere la pregiata galatea del maestro Egidio Ambrosetti, saranno tra gli altri la grande attrice, Claudia Cardinale, il cantante napoletano e di fama internazionale Gigi D’Alessio e un amico di sempre del Premio pugliese, Renzo Arbore. E non finisce qui, perché tra i “vecchi” premiati che riceveranno il riconoscimento della Galatea d’oro non mancherà di certo un pizzico sostanziale di buon umore, visto che tra i nomi ufficializzati figura anche il duo siciliano Ficarra e Picone.
Un Premio Barocco 2009 che si sdoppia dunque per celebrare al meglio questo importante anniversario e che tra i nuovi premiati, scelti dal Comitato scientifico e di qualità secondo la prassi consolidata negli anni, annovera il gruppo musicale salentino di indiscusso successo de i Negramaro e, per la categoria industria, l’imprenditore pugliese Antonio Ture. Per loro, nella serata conclusiva del 3 giugno prossimo, la consegna della tradizionale e bronzea “Galatea Salentina", delicata ninfa che esce dal mare ammantata di acqua, simboleggiante il legame con il Salento al Barocco, attraverso il capitello posto sul capo.
Il presentatore ufficiale del 40° Premio Barocco, nonché conduttore di punta ormai dei programmi di successo del palinsesto Rai, Carlo Conti, sarà contornato sul palco di Lecce anche da tre testimonial d’eccezione che si alterneranno nel corso della serata finale: Emanuela Aureli, Bianca Guaccero e Stefania Rocca, in un mix esplosivo di ironia, bellezza e sensualità.
Un po' di storia
Sul finire degli anni '60 si sentì l'esigenza di riconoscere il giusto merito ad alcune delle figure appartenenti alle arti ed alla letteratura salentina che più avevano contribuito fino ad allora a dare lustro alla splendida terra salentina per decenni rimasta confinata nel disinteresse comune.
Proprio in seguito a questa esigenza venne in mente ad uno degli uomini più noti del Salento l'idea di far nascere una manifestazione che potesse attribuire un riconoscimento di merito per il lavoro svolto in diversi ambiti dello spettacolo e della cultura. Una sorta di festival delle arti insomma..... Nel '69 dunque il 'patron' Fernando Cartenì dava vita al "Festival di Casa Nostra" prima edizione dell'ormai consolidato e ricercato Premio Barocco.
Così facendo l'Ideatore raggiunse due importanti scopi: da una parte, soddisfare l'aspetto prettamente culturale della manifestazione, dando come già detto in precedenza un'eco ad alcuni personaggi della nostra terra distintisi per aver dato lustro con le loro opere alla Terra Salentina, dall'altra quello di mettere sulla bocca di tutti il nome di una delle perle del salento, Gallipoli. Nel corso delle edizioni il festival che nel frattempo cambia il proprio nome in "Festival del Sole" riceve sempre più consensi fino a stuzzicare l'interesse della Rai che di manifestazioni se ne intende...e che segue fedelemte con i propri occhi l'evento in diretta televisiva su Rai Uno.
Cresce dunque la manifestazione, andando oltre la limitazione della sola serata di gala, interessando con un Convegno nazionale presieduto dal Magnifico Rettore dell'Università di Lecce professor Oronzo Limone non solo addetti ai lavori ma anche semplice fratelli che volgiono accrescere la propria salentinità.
La città di Lecce
Passeggiando per Lecce si rischia, ogni volta, di essere catturati nell'ineffabile mondo del barocco leccese. Qui le chiese ed i palazzi sono stati l'occasione ideale per far esplodere tutta la forza creativa e l'energia compressa dei salentini.
Santa Croce prorompe sorretta dalle cariatidi nel trionfo della Croce, mascherando i suoi segreti: etnie lontane e vicine nei volti, un antico mondo magico-religioso nei simboli e la gioia di vivere dei pugliesi nei ridondanti frutti di pietra. Con Lei dovettero confrontarsi gli Adorno, edificando il loro palazzo dal bugnato gentile, che incornicia l'ampio portale. Non si poteva competere con quel ricamo di pietra.
È un mondo che cattura, in maniera altrettanto forte ed improvvisa degli edifici religiosi. Questo barocco leccese, architettura dell'essere, capace di portare, come asseriscono i più sensibili, ad uno stato tale da farci udire le incredibili ascese vocali del martinese Farinelli e le melodie del leccese Tito Schipa. Voci dal barocco al liberty, suoni di un'architettura altrove lontana ma qui unita a doppio filo.
A Lecce basta camminare e guardarsi intorno. Il centro storico è un palcoscenico a cielo aperto. Su palazzi e chiese questa pietra è stata intagliata in animali fantastici, decorazioni oniriche e mitologiche, ghirlande di fiori e frutta, figure di santi, putti, miraggi da capogiro ispirati dall’ansia di meraviglia.
Ma la magia di Lecce non si esaurisce nel barocco, e anzi si svela nella convivenza armonica di questo difficile stile con le altre testimonianze ancora vive dell’antichissima storia della città: l’anfiteatro romano in Piazza Sant´Oronzo, con la colonna terminale della via Appia - su cui svetta la statua di S. Oronzo – è un esempio di un passato meno recente che si affianca con discrezione a quello dominante. Come non citare poi il Castello di Carlo V, di origine cinquecentesca, da cui si dispiega la cinta muraria, che racchiude il centro storico e che costringe, camminando lungo la sua fortificazione, ad ammirare con gli occhi all’insù, le porte della città: Porta Rudiae, così chiamata perché da essa iniziava la strada per la città di Rudiae, Porta Napoli conosciuta anche come Arco di Trionfo, e Porta San Biagio che risale al 1700.
Lecce è nota poi per l´artigianato della ceramica, della terracotta e soprattutto della cartapesta, che, specie durante il periodo delle festività natalizie, colora con le sue statuine dai mille volti i presepi realizzati agli angoli della città, e le bancarelle dei mercatini caratteristici.
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