I riti e la tradizione
La devozione per la Madonna della Coltura, ritratta su un monolito è antichissima, e non si ha una data precisa del suo leggendario ritrovamento.
La leggenda narra che un agricoltore, mentre era intento ad arare con i suoi buoi la terra (presumibilmente nella zona chiamata "paradiso" sulla via Parabita-Gallipoli dove c'è il monumento a lei dedicato), urtasse con il rostro dell'aratro la sacra immagine, a quel punto gli animali si fermarono di colpo e si inginocchiarono, il contadino vedendo ciò inizio a scavare la terra e grande fu lo stupore alla vista del monolito pregevolmente affrescato con l'immagine della madonna col bambino.
Sbalordito il contadino accorse subito in paese per divulgare il prodigioso ritrovamento, e insieme ad altri contadini giunti sul posto portarono la sacra effige nella chiesa parrocchiale, per poterla conservare in un apposito altare in suo onore.
Ma la mattina del giorno successivo il sacro monolito, non era più nella chiesa, ma fu ritrovato nuovamente in mezzo ai campi, nel luogo in cui oggi tutti la venerano.
Le varie fasi della storia del culto e del Santuario della Coltura, sono affrescate nell'opera più grande di Mario Prayer (che ha affrescato l'intero Santuario): Il Trionfo della Madonna della Coltura, che domina l'intera parete di fondo della navata centrale del Santuario.
Da ricordare è che nel febbraio del 1982, con Lettera Apostolica di Papa Giovanni Paolo II, la Madonna della Coltura fù proclamata patrona degli agricoltori della provincia di Brindisi e Lecce, da ultimo sempre sua Santità Giovanni Paolo II, con Breve Apostolico, in data 1° settembre 1999 ha elevato il Santuario alla dignità di Basilica Minore.
Dal 1955 custodi del Santuario-Basilica sono i Padri Domenicani.
La Festa, dal 31 maggio al 3 giugno
Un universo che ruota intorno alla Madonna, un intero paese che aspetta questi giorni per renderle onore, per seguirla mestamente nel suo tragitto professionale, per ringraziarla di avere scelto proprio quel campo ad aspettare che la ritrovassero, solo qui la Madonna è della Coltura, solo a Parabita la Vergine ha questo nome che sembra renderla ancora più mamma, perché coltura, coltivazioni, grano, pane, duro lavoro dei campi, terra, cosa c’è di più vicino ai poveri uomini? È come se i parabitani si sentissero beneficiari di un privilegio divino, è qui nel loro paese, nel santuario che le hanno costruito, che i pellegrini devono venire a venerare la Madonna della Coltura, vicino a quella contrada Pane nella quale, leggenda narra, la ritrovarono il giorno dopo averla trasportata nella Chiesa Matrice.
Sono i “curraturi”, la domenica mattina della festa, a simboleggiare la corsa dell’annuncio della notizia del ritrovamento, è chiamata la corsa del chilometro, ma sulla sua direzione originaria esistono due ipotesi. C’è chi sostiene che rappresenti la corsa che il contadino fece verso il paese per dare la notizia della scoperta appena compiuta, e chi invece afferma che la corsa rievocata è quella che dal paese fece chi apprese l’incredibile notizia verso il luogo del ritrovamento. Comunque sia, torna il sentimento di gioia provato il giorno in cui il monolito riemerse dalla terra e questa domenica mattina a Parabita si corre, per ricordare. È una corsa gioiosa, c’è chi la compie vestito da contadino, chi addirittura con la zappa in spalla e una piccola immagine del monolite, e i bambini hanno sotto il braccio un cesto di pane.
E il paese si veste a festa, come quando si deve ricevere un ospite importante, un ospite che si aspetta da un anno intero e per il quale i parabitani non badano a spese per accogliere quella che chiamano “a Madonna noscia”. Luminarie imponenti, più di due chilometri di gallerie con frontoni alti anche 22 metri, montate da ben tre ditte di paratori e altrettanti maestri fuochisti per lo spettacolo dei fuochi d’artificio.
Maggiori approfondimenti: Comune di Parabita - Tutto Parabita
Il Comune di Parabita
Parabita è un importante centro di circa 10.000 abitanti, situato alle falde della collinetta di Sant'Eleuterio. La sua economia è basata soprattutto sulla produzione vinicola, olearia ed ortofrutticola. Piccole industrie vanno a poco a poco ingrandendosi specialmente nei settori del legno e dei materiali da costruzione. Ha origini antichissime, nel secondo secolo a.C. era già una fiorente cittadina. Cadde sotto il dominio dei Romani che la tennero fino al 470. Negli anni successivi seguì la sorte di tutti i paesi limitrofi, assoggettati ora dai Bizantini, ora dai Saraceni, ora dai Turchi. Feudatari furono prima i Sanseverino, poi, i De Caro, gli Orsini Del Balzo, i Castriota ed i Ferrari. Molto bella è la chiesa in stile romanico-gotico dedicata alla Madonna della Coltura, che custodisce bellissimi affreschi bizantineggianti. Notevole il castello del XVI secolo appartenuto ai Castriota e ricostruito nella sua forma originale. Protettrice di Parabita è la Madonna della Coltura che viene festeggiata l'ultima domenica di maggio.
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