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Questo particolare territorio del Salento
Andrea SamaritaniLa Grecìa Salentina costituisce uno dei territori più interessanti nel panorama culturale e turistico dell'Italia, grazie ad un patrimonio che dalla cultura (con la lingua, la storia e la tradizione grika, la musica popolare, gli eventi come la Notte della Taranta) all'arte, con monumenti che tagliano il tempo (insediamenti rupresti, siti archeologivi, dolmen, menhir, specchie, neviere, cripte, frantoi ipogei, castelli, palazzi, chiese, case a corte, ecc.), alla natura ed all'ambiente, al tessuto di piccole e medie aziende agroalimentari, all'artigianato, alla gastronomia, fino ai servizi al turista ed alla cultura dell'ospitalità, crea un appeal straordinario. Di quest'area fanno parte i comuni di: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. I paesi sono riuniti nell'Unione dei comuni della Grecia Salentina, comprendente circa 50.000 abitanti. I comuni dell'Unione condividono non solo la cultura e (in parte) la lingua, ma anche una serie di servizi comprensoriali. La sede dell'Unione è a Calimera.
La Grecìa Salentina è un'area del Salento dove è ancora diffuso il Griko, una lingua greca parlata un tempo in gran parte della penisola Salentina (Puglia meridionale). I rapporti di questa regione con la Grecia sono stati stretti fin dall'epoca della Magna Graecia, ma particolarmente lo furono nel periodo in cui il Salento restò sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente (VII-XI secolo). La lingua grika è, oggi, il risultato di secoli di sovrapposizione culturale, che ha alterato alcuni degli elementi originari, fondendoli con le lingue dei contesti in cui il Griko si parlava. I dialoghi sono la testimonianza di una lingua ancora viva che, da un lato, va perdendo progressivamente, soprattutto nel lessico, le sue peculiarità; dall'altro, continua ad assimilare nelle sue strutture gli apporti linguistici esterni, dando luogo a volte a curiosi fenomeni. La guida linguistica si propone di organizzare (e magari introdurre gradualmente al griko chi ne sia ignaro) il materiale linguistico rimasto: lessico e strutture grammaticali e sintattiche. Tale organizzazione, non ha intenti filologici, non vuol cogliere dipendenze dal greco antico né evidenziare nessi o analogie di sviluppo col greco moderno; molto più semplicemente e modestamente prende in esame il griko nella sua autonomia ed assolutezza. Il vocabolario raccoglie il lessico ancora utilizzato, o quanto meno ancora ricordato.
I comuni del comprensorio
Calimera - il suo nome proviene dal greco “KALOS” (bello) e “MERA” (giorno), significa “buongiorno”, dista dal capoluogo salentino circa 15 km e conta più di 7000 abitanti, impegnati prevalentemente nel terziario, olivicoltura e cooperative di servizi.
Calimera si presenta al visitatore in una pianura verdeggiante con le sue ampie e dritte strade,con le sue case prevalentemente basse, con i suoi grandi edifici civici, con il suo alto campanile, con la sua ‘700esca chiesa, disposti in un complesso urbano esteso ed ordinato.
Varie ed interessanti sono le tappe obbligatorie da visitare come la Chiesa Parrocchiale, che sorge in piazza del Sole ed è costituita da un ampio ambiente ricostruito nel 1689 sulle rovine di un tempio più antico di rito greco; la Cappella del Crocefisso, sita in via Mayro, risale al 1698 ed è illustrata all’interno da un pregevole altare in pietra leccese e da un crocifisso ligneo di buona manifattura.
Un’altra meta obbligatoria per ogni visitatore che giunge a Calimera sono i Giardini Pubblici, luogo di svago della gente e dei bambini, che ospitano una Stele Funeraria, di puro marmo attico, è stata generosamente donata al comune di Calimera da Atene nel 1690.
Il Centro storico presenta importanti esempi di edilizia settecentesca. Nel vico S. Vito è possibile, infatti, osservare la caratteristica gerarchica degli spazi che si snodano fra strada, spazio semipubblico e spazio privato. Il centro storico di Calimera è ricco di numerose Case a corte, che costituiscono un esempio di dimora contadina povera. La corte è uno spazio ristretto, tutto dedicato alla vita associativa, in cui gli uomini che lavorano la terra vanno a compensare le lunghe e solitarie ore di lavoro in campagna.
Appena fuori il centro abitato troviamo la Cappella di S.Vito, nella quale è collocata la pietra della fecondità, un grande masso forato di epoca precristiana. La tradizione vuole che nel giorno di Pasquetta la gente passi attraverso il foro per purificarsi. Si fa risalire quest’uso ai riti propiziatori della fertilità. Tutti gli anni,in questa festa di primavera tra il verde degli ulivi, in questa piccola e isolata cappella il rito si ripete.

Carpignano Salentino

Castrignano dei Greci

Corigliano d'Otranto

Cutrofiano

Martano - è una città del Salento situata nella parte centrale della provincia di Lecce, nella Puglia meridionale. È il comune più popoloso della Grecìa Salentina, area ellenofona del Salento in cui si parla un'antica lingua di origine greca, il griko. In griko il nome della città è Martana.
La cittadina è situata al centro della Grecia Salentina, in una posizione strategica che, dall'antica via romana Traiano-calabra (Lecce-Martano-Otranto), incrocia l'asse viario Otranto-Martano-Galatina-Gallipoli. Dista 20 km dal capoluogo e 18 km da Otranto.
Il principale monumento è il Castello Baronale, di cui i recenti restauri, criticati da Sgarbi, hanno evidenziato, nel castello di Martano, tracce di una porta d'ingresso e di un antico fossato risalenti alla fine del '300. Nel 1486, sotto il feudatario Antonello Gesualdo, Martano aveva il castello, le mura ed il fossato. Dentro queste fortificazioni si serrarono i martanesi alla notizia dell'assalto turco di Otranto nel 1480. Dopo la riconquista aragonese, del 1481, il castello venne ricostruito. Sorse a nord-est, attaccato alle case dell'antico abitato dal lato sud e, protetto da un fossato, si raccordava, con i suoi massicci volumi, alle mura cittadine, difese da cinque torri poste a presidio della Terra. Di questo fortilizio di marca aragonese, ci rimangono la torre di via Marconi e l'imponente torrione cilindrico del castello che presenta la base scarpata, il toro marcapiano ed, all'interno, tre feritoie ed una cannoniera strombata. Dalla superiore piazza d'armi, con falconetti, colubrine ed archibugi si sparava contro gli aggressori. Sotto i Trani, nella seconda metà del '600, venne trasformato in palazzo baronale dall'esimio architetto coriglianese Francesco Manuli che sostituì la vecchia facciata con l'attuale, inserendo il bel portale con l'originale motivo delle bugne inclinate. Pregevole la balaustra della scalinata, animata da foglie-volto con valenza apotropaica. nei piani superiori sono interessanti alcuni pavimenti maiolicati e le volte a mattrotta dipinte con fiorami, trombe, pifferi, tamburelli, festoni, scene bucoliche e scorci di campagna. La facciata del castello in via Pomerio, nella seconda metà del '700, sotto i Gadaleta, venne rifatta integralmente dai maestri martanesi Donato Saracino e Tommaso Pasquale Margoleo, molto attivi nella Grecìa Salentina.
A ridosso dell'abitato, sulla via per Borgagne, in contrada "Sinobbie" (antico insediamento di monaci bizantini cenobiti), si incontra il Monastero di Santa Maria della Consolazione. Abitato da monaci cistercensi, il convento intitolato a Santa Maria della Consolazione fu fondato dagli alcantarini. Costruito nel 1686, l'edificio ospita i monaci cistercensi dal 1926 per lascito del barone Angelo Comi e del Cavaliere Cosimo Marcucci. L'archivio e la biblioteca del monastero custodiscono documenti e libri di grande valore. Rinomate sono inoltre la liquoreria, in cui viene prodotto l'amaro digestivo "San Bernardo" e numerosi altri prodotti, tra i quali olio e marmellate.

Martignano - è piccolo paese della provincia di Lecce, si trova a 15 dal capoluogo, a 20 da Otranto, a 38 da Gallipoli e a 50 da S.M. di Leuca. Fa parte, insieme ad altri 8 comuni, del consorzio della Grecìa salentina.
Martignano è sorta all'incrocio di antiche ed importanti strade che da Lecce portavano ad Otranto e da Roca Vecchia a Nardò, in una zona priva di acque sotterranee che ha costretto la popolazione a ricorrere all'accumulo delle acque meteoriche nelle tipiche 'pozzelle'.
Le prime notizie storiche risalgono al XIII secolo quando gli Angioini concessero il feudo al milite Simone de Bellovidere; ultimi feudatari furono i marchesi Granafei allorquando le leggi napoleoniche posero fine al regime feudale.
Interessante è la Parrocchiale barocca che ingloba la torre dell'orologio (1796) e la torre campanaria ristrutturata nel 1684. Da notare la settecentesca Chiesa di S. Francesco che sorge contigua al convento dei FF. Minori, fondato nel 1611 e soppresso 41 anni dopo. Al tardo ' 500 si ascrive la Cappella della Conella, al secolo successivo la Cappella di S. Giovanni Battista, ricchissima di affreschi.
A Martignano il Palazzo Giuseppe Palmieri, si affaccia sull'omonima Piazza nel centro storico ed è un tipico esempio di palazzo nobiliare del Settecento. Il fabbricato è costituito da un nucleo originale di impianto cinquecentesco articolato intorno un cortile centrale.
Il Parco delle Pozzelle è uno dei luoghi più suggestivi del paese, un tempo era usato come rifornimento idrico della popolazione disseminato com'è da decine di pozzi, originariamente se ne contavano oltre 70.

Melpignano

Soleto - è uno dei comuni più belli della Grecìa Salentina. Probabilmente di origine messapica, Soleto era in epoca preromana al centro di un incrocio di strade che mettevano in comunicazione le messapiche Nardò e Roca. Nel XIV secolo gli Orsini del Balzo ne fecero un centro prestigiosissimo, fornito di mura con quattro porte e di un castello oggi scomparso.
Patria dei grecisti di origine corfiota Arcudi e dell'astrologo Matteo Tafuri, Soleto testimonia ancora oggi la sua grandezza attraverso due eccezionali monumenti, la guglia di Raimondello Orsini e la chiesetta di Santo Stefano.
Ma la vivacità e la ricchezza di Soleto si rispecchiano anche nell'edilizia minore, povera di corti ma caratterizzata da abitazioni unifamiliari con mignani, cortili e facciate decorate.
Tra le attività economiche di tradizione ancora oggi si pratica l'estrazione di una pietra di eccezionale qualità, la cosiddetta "pietra di Soleto". Per secoli generazioni di 'cavamonti', scalpellini e selciatori soletani hanno lavorato questa pietra grigia e compatta e sono stati autori di opere commissionate in tutta la Terra d'Otranto.
La Guglia Orsiniana, con i suoi 45 m di altezza, rappresenta la sintesi e l’emblema del paese. Fu realizzata nel 1397 da Francesco Colaci di Surbo, su commissione di Raimondello Orsini del Balzo, Conte di Soleto e Principe di Taranto, che fu instrumentum della politica pontificia ostile ai greci: la guglia era considerata come un atto di imposizione formale di un linguaggio esclusivamente latino in una comunità totalmente greca. Oggi la guglia è annoverata fra i monumenti nazionali del nostro paese. Fino al 1600 la guglia fu un campanile in quanto ospitò le campane, che furono poi spostate nella torre campanaria più bassa, al lato orientale della chiesa. L’edificio ha forma quadrata e racchiude in sé ben cinque ordini architettonici. Il piano-base è particolarmente spoglio ma le decorazioni crescono man mano che la torre s’innalza; il primo ordine, privo di finestre, è marcato da una cornice ad archetti trilobi, anche il secondo ordine è privo di finestre ma caratterizzato da una doppia cornice ad archetti trilobi.
La Chiesa di S. Stefano fu costruita probabilmente nel 1347, da un ignoto fondatore, ed è una chiesa dal tipico fascino orientale bizantino che fu, fino alla fine del XVI secolo, un centro religioso culturale italo - greco di notevole importanza. La facciata è prevalentemente in pietra leccese e mette in evidenza i caratteri romanici del portale, del rosone e del tipico campanile a vela con bifora. La chiesa è orientata ad ovest e la sua semplicità è sottolineata dalle modanature lineari che percorrono il basamento, riquadrano gli spigoli ai lati, e seguono l’inclinazione della cuspide, corrispondente alla larghezza del prospetto. Il piccolo campanile interrompe la cuspide di coronamento, contribuendo a dare slancio a tutto l’edificio.

Sternatia

Zollino

Galatina - Sebbene non sia storicamente una città della Grecìa, Galatina negli ultimi anni sta stringendo sempre più i rapporti con i comuni limitrofi, coadiuvando e interagendo con essi su basi storico-culturali.
E' un importante centro del Salento, del suo comprensorio fanno parte anche le frazioni di Noha, Collemeto e Santa Barbara.
Molte dispute sono sorte sulle sue origini e a tutt'oggi si possono formulare solo ipotesi. Alcuni studiosi affermano che a fondarla fu Vidomaro, condottiero dei Galli, altri asseriscono che la sua nascita si deve ai Tessali e che il toponimo deriva da Galatena, loro città di provenienza. Qualcuno azzarda il nome di Galata, figlia di Teseo, qualcun'altro quello dell'ateniese Lizio Idomeneo.
Nel corso dei secoli, la cittadina è appartenuta a diversi Signori, fu quindi accorpata alla contea di Soleto e ne seguì per molto tempo le sorti. L'economia cittadina è basata sull'agricoltura che vede una buona produzione d'olio, vino e tabacco. Ben sviluppato è anche l'artigianato che si basa sulla lavorazione del cuoio, del ferro, della ceramica e sul ricamo. L'industria è presente con imponenti cementifici e stabilimenti tipografici.
A Galatina vi sono diverse chiese belle, antiche e trasudanti di storia da ogni pietra di cui sono composte; di grande interesse quella di Santa Caterina d'Alessandria che è uno dei pochi, rari esempi di stile gotico di tutto il Salento, fu fatta costruire da Raimondello Orsini del Balzo intorno al 1384 e terminata nel 1391 per volontà del figlio Gian Antonio. Di stile barocco è invece la chiesa di San Pietro e Paolo (la chiesa matrice) che sfoggia una maestosa facciata d'ineguagliabile bellezza. Molto nota è anche la chiesetta di San Paolo, dove ogni anno si riuniscono i "tarantati" che qui danzano sulle note di una musica sfrenata ed incalzante, fino all'esaurimento fisico; un fenomeno, questo, tuttora sospeso tra isterismo e antichi rituali di origine magica.

Visita guidata: La Grecìa Salentina



La Grecìa Salentina: un mondo a sé stante che vive nel cuore del Salento. Costituita, oggi, da 11 comuni (Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino), è caratterizzata dalla persistenza dell’antica cultura grika, prezioso patrimonio tuttora vitale. In queste terre, le ormai plasmate tradizioni salentine si mescolano con quelle della Magna Grecia, e si conservano ancora la ritualità greco – bizantina e l’antica lingua, il “griko”.
Il nostro itinerario intende essere un’occasione per visitare alcuni paesi della Grecìa Salentina, i quali ospitano non solo antiche tradizioni dal sapore orientale ma anche siti di interesse religioso, artistico e culturale.

Percorso:
  • Calimera: Casa Museo della civiltà contadina e della cultura grika
  • Soleto: Chiesa Matrice di Maria S.S. Assunta con la Guglia degli Orsini Del Balzo; Centro storico o borgo dei “macari” con casa di Matteo Tafuri (via Tafuri); Cappella S. Stefano.
  • Corigliano d’Otranto: Castello De Monti (museo multimediale); Centro storico, case a corte, Arco Lucchetti; Chiesa Matrice di San Nicola

Informazioni e prenotazioni: ARTHAS - www.strasalento.it - Tel: 0832-633361

Qui di seguito forniamo alcuni utili consigli su come poter trascorrere al meglio il vostro tempo di permanenza: cosa visitare, dove alloggiare, dove mangiare, dove acquistare prodotti tipici, etc.


Calimera (Le) - B&B Lucerneddha (***)
Cursi (Le) - B&B Villa De Pietro (***)
Martano (Le) - Convento dei Monaci Cistercensi
Muro Leccese (Le) - B&B Antico Camino (***)
Otranto (Le) - Hotel degli Haethey (****)
Otranto (Le) - Villaggio-Camping Alimini Smile (***)
Galatina (Le) - Hotel Palazzo Baldi (****)
Galatina (Le) - B&B Pizzicheria (***)

Otranto (Le) - Il Cantico dei Cantici
Galatina (Le) - Il Covo della Taranta
Galatina (Le) - I Vitelloni
Galatina (Le) - Zona Franca
Galatina (Le) - Ristorante Borgo Antico
Galatina (Le) - Ristorante Pizzicheria

Martano (Le) - Alèa - Olio Extra Vergine
Martano (Le) - Nuova Generazione - Olio Extra Vergine
Martano (Le) - Convento dei Monaci Cistercensi - Liquori, olio, marmellate
Otranto (Le) - Il Giardino del Re - Enoteca e Gastronomia
Palmariggi (Le) - Olio Cazzetta - Olio Extravergine d'Oliva
Maglie (Le) - AgroService - Sottoli e Gastronomia
Galatina (Le) - Pasticceria Eros - Dolci Tipici
Galatina (Le)- Valle dell'Asso - Vini e Olio
Galatina (Le)- Santi Dimitri - Vini e Olio
Galatina (Le) - Pizzicheria - Gastronomia

Otranto (Le) - Artefatto - Terracotta e Ceramica
Cutrofiano (Le) - Colì - Terracotta e Maiolica

Martano (Le) - Chiese, Palazzi e Monumenti
Calimera (Le) - Le Chiese
Calimera (Le) - La villa comunale
Calimera (Le) - Museo di Scienze Naturali
Borgagne (Le) - Castello Petraroli
Otranto (Le) - La Cattedrale
Otranto (Le) - Il Castello Aragonese
Otranto (Le) - Chiesa bizantina di San Pietro
Maglie (Le) - Chiese e Monumenti
Galatina (Le) - Basilica di S. Caterina d'Alessandria



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