Il Festival
Ci sono film che si rapportano a queste realtà in modo diretto, che producono visioni del reale raccontando esperienze di persone ed eventi reali. È un modo di aprire gli occhi sul periodo storico che si sta vivendo, a partire da piccole storie individuali o da grandi eventi collettivi. È un modo di fare cinema che utilizza generalmente pochi soldi e pochi mezzi ma è dotato di grandi capacità espressive e comunicative. Storie da raccontare, storie che possono stimolare la riflessione e la discussione su importanti aspetti politici, sociali e culturali delle realtà che si vivono.
La Festa di Cinema del Reale è un evento dedicato agli autori e alle opere, cinematografiche e video, che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà del mondo, passate e presenti. Generi documentari differenti confluiscono in questa “festa” dove vengono presentati film sperimentali, film-saggio, diari personali ai film di famiglia, grandi reportage, inchieste storiche, narrazioni classiche, racconti frammentari…
Questa quarta edizione, che avrà luogo a Specchia all’interno del cinquecentesco Castello Risolo, è realizzata in collaborazione con il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO e ha come tema le Fughe, viaggi e avventure nel reale e prevede un omaggio al cineasta argentino Fernando Birri, "grande padre del Nuovo Cinema Latinoamericano", come lo ha definito lo scrittore Gabriel Garcia Marquez. Verranno presentati i primi due straordinari film di Birri, Tire dié e Los Inundados, e un ritratto di Che Guevara raccontato dal padre Mio figlio il Che.
La Festa di Cinema del reale avrà luogo all'interno del cinquecentesco Castello Risolo di Specchia, cittadina di impianto mediovale situata in uno dei punti più alti del Salento ed annoverata tra i borghi più belli d'Italia. In occasione dell'evento Specchia ospiterà gli autori dei film in programma, registi, produttori, studenti di scuole di cinema e appassionati, trasformandosi in una vera e propria Cittadella del Cinema del reale.
Musica dal vivo e aperitivi salentini apriranno le serate, che saranno dedicate a film documentari italiani che hanno recentemente riscosso grande successo di pubblico e critica: saranno proiettati Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi, Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero, Il passaggio della linea di Pietro Marcello, Vjesh/Canto di Rossella Schillaci, Il lato grottesco della vita di Federica Di Giacomo e Il teatro e il professore di Paolo Pisanelli.
Da quest'anno l'Archivio Cinema del Reale avvia una collaborazione con la Cineteca Lucana che prevede la digitalizzazione di alcuni documentari brevi, materiali provenienti dall'archivio della Cineteca Lucana stessa, che conta diverse migliaia di titoli di documentari e film di finzione in pellicola.
Tra i filmati proposti dalla Cineteca Lucana un rarissimo documentario sull'emigrazione prodotto da Michelangelo Antonioni: Uomini in più di Nicolò Ferrari. Inoltre ci sarà un omaggio al regista Adriano Barbano, uno dei primi autori pugliesi di cinema, molto attivo negli anni Sessanta e Settanta, e fondatore della prima emittente televisiva privata salentina. Continua come ogni anno il sodalizio con l'Archivio nazionale dei film di famiglia Home Movies di Bologna.
Nel corso della manifestazione avranno luogo seminari e incontri con gli autori invitati, ai quali verrà conferito il Premio Cinema del reale. La sezione Sguardi e visioni della Festa di Cinema del reale ospiterà, all'interno del Castello Risolo e per le vie di Specchia, mostre e video-installazioni curate da BigSurArtShowcase.
Anche questa edizione della Festa di Cinema del reale, come la precedente, aderisce al DOCUDAY 2008, giornata per la promozione del cinema documentario nelle piazze italiane promossa dall'Associazione Documè - Circuito Indipendente del Documentario.
Nell'ambito della Festa di Cinema del reale si terrà a Specchia il primo Apulia Mediterranean CoProduction Forum, organizzato dall'Apulia Film Commission, dall'Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e dalla COPEAM (Conferenza Permanente dell'Audiovisivo del Mediterraneo), con la collaborazione di Big Sur. Tale evento ha l'obiettivo di creare uno spazio permanente dedicato allo scambio di progetti e idee, favorendo sinergie tra produttori e radiodiffusori della regione Euro-Med, al fine di sviluppare coproduzioni a vocazione mediterranea.
Sito ufficiale: www.CinemadelReale.it
Il programma
Per visionare il programma dettagliato (anche in forma stampabile) è sufficiente un click.
Cos'è il cinema del reale?
Così viene chiamato oggi il genere documentaristico, sempre meno genere, sempre meno connotato nelle sue caratteristiche, sempre più coinvolto in un giro di influenze reciproche con il cinema di finzione.
Mille variazioni si sono alternate nella breve vita del cinema documentaristico e tanti problemi sono sorti nel corso degli anni, specie sulle tematiche etiche, su come deve essere indagata la realtà.
La soluzione odierna è la dichiarazione del punto di vista registico, senza pretese di oggettività ma rivendicando un proprio ruolo interpretativo, specie nei documentari di creazione, ma piano piano questi principi si stanno diffondendo anche nei lavori scientifici, perfino nei documentari sugli animali, come Herzog ci mostra nel suo lavoro Grizzly Man.
Bill Nichols, nel suo ultimo libro Introduzione al documentario, ha sistematizzato la storia del cinema del reale, soffermandosi sugli autori più importanti che hanno caratterizzato il suo percorso. Uno dei primi film considerati documentaristici è Nanouk l'Eschimese di Flaherty, che racconta la vita di una famiglia appunto eschimese, prendendosi delle libertà impensabili nel moderno documentario, utilizzando persone non realmente familiari e mettendo in scena tecniche di pesca estinte da decenni, senza dichiarare tali costruzioni.
Le prime scelte consapevolmente teoriche sono state poste dal Cinema Diretto di Frederick Wiseman, come nel suo Welfare, basato su un'osservazione e una presenza lunghissima sui luoghi, tenendo al minimo le scelte estetiche e registiche, ma difettando in una presunta oggettività della realtà mostrata. Le sue scelte sono state superate appunto dalla convinzione degli odierni registi di documentario nella dichiarazione del proprio punto di vista, rendendo in onestà l'idea che ciò che raccontano è solo un frammento di ciò che è reale, un punto di vista non oggettivo ma onesto e visibile.
Ecco perché alcuni decidono di mettersi in scena, come Micheal Moore, oppure rendono chiare e forti le proprie scelte di regia e di montaggio, come Morris. Nonostante valide professionalità in Italia il documentarismo non ha mai conosciuto il grande pubblico, restando una scelta nell'ambito cinematografico ancora pionieristica, ma la recente tendenza sociale alla riscoperta di ciò che ci circonda, dopo anni di lustrini e di "realtà" ricreate ad uso e consumo dei media, il documentario potrebbe essere il detonatore di un nuovo sguardo su noi stessi. (L. Capalbo)
Il comune di Specchia
Specchia è situata a 50 Km dal capoluogo salentino e in una posizione strategica che domina la pianura sottostante, il centro storico di Specchia è considerato fra i più belli del Salento, tanto da essere inserito nella guida 'I Borghi più Belli d'Italia'.
Il toponimo ha origine dal salentino "specchia", che sta a significare cumulo di sassi e che a sua volta deriva dal latino "specula", luogo sollevato, vedetta. Sempre per questo motivo, al nome Specchia venne poi aggiunto quello di Petri, "di pietra". La lontananza dal mare, e l’essere posizionata su una collina in un territorio totalmente piatto, fecero di Specchia un luogo sicuro per gli uomini dell'alto Medioevo. La cittadina attuale fu soggetta nel corso dei secoli alla dominazione di numerose famiglie: i Monteroni, gli Orsini, i del Balzo, i Guarini, gli Artus, i Protonobilissimo, i de Capua, i della Ratta, gli Astore, i Falcone, i Pignatelli, i Ripa e i Risolo, sino alla soppressione della feudalità nel 1806.
Specchia è una cittadina che vive di artigianato e di agricoltura, producendo tabacco, olive e cereali. Prodotto tipico genuino è l’olio extravergine d'oliva, tant’è che il comune aderisce alla Strada dell'Olio "Jonica - Antica Terra d'Otranto.
Stradine strette chiuse al traffico conducono al centro storico, di chiaro impianto medievale, tra i più signficativi del Salento. Simbolo della città è il centralissimo castello Risolo, struttura fortificata di impianto cinquecentesco. Proprio dietro il castello si nasconde la parte più suggestiva del borgo, fitta di vicoli, stradine, scalinate e animata del via vai della gente del posto. Altri monumenti presenti nel territorio sono degni di nota, tra cui la barocca chiesa Parrocchiale, la Chiesa della Madonna dell'Assunta, la chiesa di S. Eufemia, di origine alto-medioevale, situata fuori dal centro abitato, il cinquecentesco convento dei Francescani, che poggia su una cripta bizantina e in cui si possono notare tracce di affreschi ed il palazzo Scoto, dalla splendida facciata seicentesca. Ulteriori informazioni sui siti Comune di Specchia e Specchia.it
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