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A Lecce dal 29 ottobre al 9 novembre
Le migliori strutture ricettive (alberghi e b&b) insieme alle più ricercate trattorie e ristoranti del centro di Lecce, agli artigiani locali e ai produttori di gastronomia tipica con la Formula 30-20-10 offrono ai turisti un’occasione unica per godere dell’ospitalità e delle bellezze salentine a condizioni davvero vantaggiose.
Dal 29 ottobre al 9 novembre le strutture sotto riportate ospiteranno i turisti nelle loro confortevoli camere a 30 euro per notte (colazione inclusa), offriranno a pranzo e a cena i piatti più rinomati e tipici del territorio a 20 euro (antipasto o primo, secondo, contorno, frutta, ½ acqua, ¼ vino, caffè) e permetteranno di portarsi a casa alcuni prodotti tipici e piccole testimonianze artigianali a 10 euro.
Gli eventi nel Salento:

Artigianato Mon Amour
Lecce, Convento Teatini, 25/26 ottobre 2009

Mostra d'arte contemporanea di Luciano Schifano
Lecce, Castello Carlo V, fino al 2 novembre 2009

Personale di Paul-Louis Rebora
Lecce, PrimoPiano, 25 ott./12 nov. 2009

Festa del Maiale Or.Vi.
Ortelle, 23/26 ottobre 2009

Gusto in Fiera
Sannicola, 28/29 ottobre 2009

Festa del Maiale e Fiera di Ognissanti
Carpignano Sal., 31 ott./1 nov. 2009

Festa di San Quintino
Alliste, 30 ott./1 nov. 2009

KiteSurf a Porto Cesareo (Test Day 09)
Porto Cesareo, 24 ott./30 nov. 2009

Salento FIF (Fitness)
Lecce, Palazzetto dello Sport, 25/26 ottobre 2009

Trekking e BiciTour in collaborazione con Avanguardie:

Proposte a piedi:
  • Monaci e Monacelli - trekking nei dintorni di Lecce tra mare, masserie e la storia del Salento, pietrificata nella roccia e splendente tra i riverberi di luce dei boschi di querce e ulivi, tra i più antichi della provincia;
  • Trekking urbano a Lecce - camminare in città come se si fosse in natura, osservando la città alla stregua di un bosco, cogliendone dettagli naturali, complessità ecologica, forme e materiali e non l'aspetto artistico o culturale.
Possibile nei giorni: 23, 24, 27, 28 e 29 ottobre, 5 euro a testa, minimo 10 partecipanti, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA QUANTO PRIMA

Proposte in bicicletta:
  • Giardini segreti - bicitour nella zona delle Cenate a Nardò, tra le ville eclettiche e i loro giardini;
  • Portoselvaggio - bicitour nel Parco, zona dell'Alto;
  • Tra vigne e masserie - bicitour tra diverse tipologie di masserie di Nardò con degustazioni finali.
Possibile nei giorni: 23, 24, 27, 28 e 29 ottobre, 15 euro a testa (bici compresa), minimo 5 partecipanti, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA QUANTO PRIMA


Strutture aderenti: B&B in cui si dorme con 30 euro (elenco in continuo aggiornamento)
Nome Indirizzo Telefono
Palazzo De Giorgi ***** Lecce, Via Oronzo Quarta, 7 0832/288672 - 320/7623438
Sweet Place **** Lecce, Via D'Aragona, 17b 333/8710295
La Jacaranda **** Lecce, Via Marco Basseo, 25 339/3261028
Li Santi **** Lecce, Via Marco Basseo, 31 347/4950486
La Corte *** Lecce, Via R. Caracciolo 335/5607630 - 328/7155115
Suite Regina Elena *** Lecce, Via Regina Elena, 28 328/6728589 - 339/6472122
Inn Centro *** Lecce, Via Oberdan, 69 347/6666039
La Casa di Onorio (25 euro) Lecce, Via Paisiello, 33 349/3812020
Da Ambika Lecce, P.tta dei Saraceni, 2b 347/0482353
Al Duomo Lecce, Corso V. Emanuele, 31 347/4847606
L'Orangerie d'Epoque Lecce, Viale Lo Re, 24 0832/244131
Villa Patti Lecce, Via Sandalo, 37 348/3659634
Il Tacco Lecce, Via Balsamo, 16 338/8015984
La Casa Gialla Lecce, Via De Pace, 3 349/4562181
Il Castello Lecce, Corte dei Tolomei 329/9514303
Four B Lecce, Via Lib. Romano, 11 335/8154008
Tela di Penelope San Cesario, Via Alighieri, 207 393/3389906
Bechtel Martine (20 euro) Trepuzzi, Via Marini, 280 340/4676589
Tre Pozzi (25 euro) Trepuzzi, Via P.Giov. XXIII, 172 0832/757375 - 331/8076746

Insieme anche alle strutture del circuito:


Strutture aderenti: Ristoranti e trattorie in cui si mangia con 20 euro
Nome Indirizzo Telefono
Osteria degli Angeli Lecce, Via Cavour, 4/a 0832/244250
Vineria Joyce Lecce, Via Umberto I 0832/279443 - 338/7454679
Il Rifugio della Buona Stella Lecce, Via L. Pranzo, 28 0832/304297 - 328/4889099
Trattoria Nonna Tetti Lecce, P.za R. Margherita 17 0832/246036
Ristorante Il Bacaro Lecce, Via Gobetti 0832/316857
Ristorante Guido & Figli Lecce, Via XXV Luglio, 14 0832/305868
Hosteria Alle Bombarde Lecce, Via Delle Bombarde, 10 0832/246735

Strutture aderenti: Pizzerie in cui si mangia Pizza & Birra (o bibita) con 10 euro
Nome Indirizzo Telefono
Osteria degli Angeli Lecce, Via Cavour, 4/a 0832/244250
Ristorante Guido & Figli Lecce, Via XXV Luglio, 14 0832/305868

Strutture aderenti: Botteghe artigiane in cui si compra con 10 euro
Nome Indirizzo Telefono
Claudio Riso Lecce, Via Vitt. Emanuele, 17 0832/243410
La Casa dell'Artigianato Lecce, Via Matteotti 0832/306604
La Cartapesta Lecce, Via Vitt. Emanuele, 33 338/8243279

Strutture aderenti: Botteghe gastronomiche in cui si compra con 5/10/15 euro
Nome Indirizzo Telefono
Pasticceria Natale Lecce, Via Trinchese, 7 0832/202462
Cotognata Leccese Lecce, Viale Marconi, 51 0832/302800
Valentina Gastronomia Lecce, Via Petronelli, 3 0832/300549
Il Fornaio Lecce, Piazza S. Oronzo, 23 0832/300064
Antica Panetteria Rollo Lecce, Via Vito Fazzi, 4 0832/309981

Alcune perle di Lecce
La chiesa di Santa Croce - Allo sguardo ammaliato di chi ne osserva la spettacolare facciata appare come un miraggio. Le innumerevoli decorazioni di uomini e animali fantastici, la ricca trama di simboli sorprendono chi percorre il fastoso e solenne interno. La basilica fu iniziata già nel 1353, ma il suo mecenate, Gualtiero VI di Brienne morì tre anni dopo; i lavori ripresero solo nel 1549 grazie agli architetti Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, tutti leccesi, e alla collaborazione di numerose maestranze di intagliatori e scalpellini. I lavori furono conclusi ben 150 anni dopo, nel 1695, a conferma di quanto il progetto fosse ambizioso; gli effetti del loro protrarsi sono evidenti nella ambiguità stilistica della facciata, cinquecentesca nella parte inferiore e secentesca in quella superiore La chiesa, insieme al contiguo monastero, che già ospitava l'ordine dei Celestini, costituisce un complesso architettonico straordinario, certamente l'espressione più grandiosa dell'architettura barocca di Terra d'Otranto. Vuoi approfondire?
L'anfiteatro romano - Si trova in corrispondenza di Piazza S. Oronzo, e ne sono state portate alla luce alcune parti, quasi la metà nel complesso, tra il 1904 ed il 1938. La costruzione è d’età augustea, ed è di ragguardevoli dimensioni: m 102 x 82; è stata realizzata in parte con lo scavo del terreno, in parte con architettura ad arcate sorrette da pilastri di tufo. Queste ultime sostenevano un doppio ordine di gradinate, di cui solo quello inferiore è conservato. L’arena è ellittica, ed era separata dalle gradinate da un alto muro guarnito di un parapetto rivestito di un fregio in marmo con scene di caccia ad animali feroci: il che rimanda al tipo di spettacoli che si tenevano nell’arena. I pezzi superstiti del fregio sono sistemati al suolo, sotto il parapetto; tutti gli altri materiali notevoli pertinenti al teatro, iscrizioni latine comprese, si trovano nella galleria scavata nella roccia che corre intorno all’arena. Da notare, infine, che nei pressi dell’anfiteatro fu scavata anche una necropoli preromana, che ha restituito iscrizioni messapiche. Vuoi approfondire?
Piazza Duomo - Uno dei nodi focali della città è Piazza Duomo, una tra le più belle d'Italia. Vi si accede da un passaggio angusto così lo scenario ampio, signorile ed elegante si apre inatteso a chi vi si affaccia per la prima volta. La sua spettacolare teatralità colpì non poco i dotti viaggiatori del secolo scorso alla scoperta dei tesori della Terra d'Otranto. Il tedesco Ferdinand Gregorovius, dichiarò: "non ho mai visto facciate con decorazioni tanto ricche come qui", il francese Paul Bourget vi riconobbe "fantasia lieve, folle eleganza e grazia felice", l'inglese Martin Briggs provò il coup de foudre per le opere d'arte. La piazza è una sorta di scena teatrale: intorno ad un cortile si allineano il Duomo con il campanile, il Palazzo Vescovile e antichi palazzi. Spettacolare, il Duomo fu costruito una prima volta nel 1144, poi nel 1230. Fu completamente ristrutturato negli anni tra il 1659-70 da Gustavo Zimbalo a cui si deve l'attiguo campanile. La facciata principale, piuttosto semplice sotto il profilo decorativo, si sviluppa in due ordini arricchiti dalle statue di S.Gennaro, di S. Ludovico e dei SS Pietro e Paolo. La facciata laterale è riccamente decorata: lo sfarzoso portale, presenta ai lati due nicchie con le statue di S. Giusto e Fortunato, ed è sovrastato da una balaustra con al centro la maestosa statua di S. Oronzo. Vuoi approfondire?
Alcune perle di Gallipoli
La Cattedrale - La cattedrale di Gallipoli è dedicata a S. Agata, costruita a partire dal 1629, sorge imperiosa al centro della città e circondata da numerosi palazzi signorili.
Costituisce il monumento principale dell'architettura barocca di Gallipoli.
Diversi secoli prima, sullo stesso posto, sorgeva un'altra chiesa, dedicata prima a San Giovanni Crisostomo e poi, dal 1126, a Sant'Agata che poi fu distrutta. La facciata è realizzata in pietra di carparo e presenta varie statue di pietra leccese tra cui Sant' Agata, San Fausto e San Sebastiano, Santa Marina, Santa Teresa d' Avila.
L'interno della Cattedrale ha pianta a croce latina con tre navate intervallate da due file di colonne doriche in carparo. L' altare maggiore è stato realizzato in marmo policromo, opera di Giorgio Aver. Nelle due navate laterali si distinguono dodici altari minori. Vuoi approfondire?
La Fontana Greca - La fontana greco-romana sorge nelle vicinanze del ponte che congiunge il borgo nuovo alla città vecchia. Questa fontana, ritenuta la più antica d'Italia, è stata costruita intorno al III secolo a.C.
Originariamente era posta nell' area delle antiche terme, oggi è denominata 'fontanelle'. Nel 1548 venne trasportata nei pressi della chiesa di San Nicola, ormai scomparsa, dove rimase fino al 1560, poi venne nuovamente smontata e ricostruita nel luogo dove attualmente sorge.
La facciata che guarda a scirocco, è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l'architrave con un ricco decoro ed è alto circa 5 m. Nei bassorilievi, ricavati da lastre di pietra dura locale, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. Vuoi approfondire?
Il Castello Angioino - Il Castello- fortezza, risale ai secoli XIII-XIV, ma fino al XVII ha subito modifiche, aggiunte e ristrutturazioni. Il primo impianto del Castello doveva essere quadrangolare, dopo il ritorno alla Corona della città, gli aragonesi costruirono un recinto a pianta poligonale fortificato agli angoli da torri cilindriche.
I lavori furono svolti su disegno dell'architetto senese Francesco di Giorgio Martini. Altri lavori ripresero in età viceregnale spagnola con la costruzione a Sud Est del bastione poligonale, cosiddetto 'torrione di vedetta'. La separazione del puntone-torrione dal resto del castello con la conseguente trasformazione del rivellino isolato nelle acque, diede al castello l' aspetto di una fortezza moderna.
L'interno ha grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti.
Il Castello Gallipolino è considerato uno degli ormai rarissimi Castelli ad essere bagnato direttamente dal mare e la sua costruzione evidenzia l' altissima e ardita tecnologia ingegneristica. Vuoi approfondire?
La "città vecchia" - Gallipoli si divide in due parti nettamente distinte, una parte moderna chiamata Borgo che si trova più ad est su di un promontorio, e una parte antica chiamata Città Vecchia situata più ad ovest su un'isola di origine calcarea. Queste due parti della città sono unite da un ponte.
La parte antica della città è circondata da mura e bastioni lunghe circa un chilometro e mezzo, che difendevano la città dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare.
Le vie del centro storico sono strette e tortuose, questo schema di costruzione risale alla prima metà del 900 Dopo Cristo, quando la città fu conquistata dai Saraceni. La strada principale del centro storico di Gallipoli è via Antonietta De Pace che separa in due zone la parte antica della città. Un tempo Gallipoli era unita alla terra ferma da un istmo, l'unico passaggio per accedere alla città, questo passaggio prendeva il nome di Porta Terra e fu creato nel 1310 ad opera di Roberto D'Angiò, il figlio di Carlo Secondo. Successivamente questo passaggio fu distrutto nel 1887.
Alcune perle di Otranto
La Cattedrale - Eretta nel 1088, la Cattedrale misura m. 54 di lunghezza e m. 25 di larghezza ed è la più grande tra tutte le Chiese di Puglia. Costruita su 42 colonne monolitiche e tutte di riporto, diverse per qualità del granito e del marmo, per stile e tempo di produzione di cui si ignora la provenienza. Composta da 23 semicolonne che formano 45 campatele quadrate più tre dell'abside centrale suddivisi in 5 filari per 9. Alcune delle colonne sono lisce ed altre ricoperte da scanalature, per mezzo della disparità dei materiali, grazie ad una disposizione sapiente, creano l'effetto di grande omogeneità e non di confusione.
Sulla facciata a doppio spiovente spicca un portale barocco del 1764 e un rosone rinascimentale a 16 raggi con fini trafori gotici di forma circolare con transenne convergenti al centro, secondo l'arte gotico-araba della fine del XV sec. Il soffitto della navata centrale è formata a cassettoni in legno dorato e risale al 1698 mentre il paliotto dell'altare maggiore, in argento, è opera di oreficeria napoletana del '700.
Il pavimento a mosaico, in tessere policrome di calcare locale durissimo, è stato eseguito tra il 1163 e il 1166 da un prete dell'abbazia di S. Nicola di Casole. Questa vera e propria opera d'arte, unica nel Mezzogiorno, resistette all'invasione turca del 1480.
Sempre all'interno della cattedrale, un altro ambiente di grande valore storico e artistico che risale al secolo XI è quello della cripta, dalla forma semianulare, con tre absidi sporgenti e cinque navate.Vuoi approfondire?
Il Castello Aragonese - Il Castello Aragonese, conosciuto meglio come Forte a mare, fu realizzato nel 1491 da Ferdinando I d'Aragona a difesa della città dagli invasori provenienti dal mare sull'isola antistante il porto.
E' costituito da due parti: il Castello Rosso, così chiamato per il caratteristico colore dei suoi mattoni ricavati dalla pietra dell'isola, ed il Forte, adibito ad alloggio delle guarnigioni e costruito successivamente.
Il castello di Otranto è rivolto verso il mare ed occupa la parte est della città. L'ingresso è situato su una cortina lunga 20 metri , all' estremità si innalzano due torri circolari, la parte superiore cilindrica e la parte inferiore sono separate da un cordone.
Di uguale forma, le due torri sono munite di cannoniere, sulla parete della torre a destra è posto uno stemma in pietra leccese che appartiene al duca di Ossuna, Don Pietro Giron, viceré di Napoli dal 1581 al 1586, misura 21 metri di diametro e 14 metri di altezza.
L'altra torre, con diametro di 14 metri a un puntone o spuntone del castello, è più bassa ed è collegata da una cortina lunga 18 metri e copre un'altra torre medievale di cui si intravede parte della superficie cilindrica. Vuoi approfondire?
Chiesetta bizantina di San Pietro - E' uno dei monumenti del genere piu' importanti in Italia. La Chiesa risale al IX secolo D.C.
I caratteri che ne evidenziano la natura greco-bizantina, sono la pianta a croce greca e la cupola centrale supportata da piccole monofore lucifere.
All'esterno ha pianta quadrata e tre absidi semicircolari munite di luci, elementi questi che ne evidenziano la natura greco-bizantina. L''interno e' a forma di croce greca con tre absidi semicircolari e otto colonne, di cui quattro con capitelli a pulvino sostengono la cupola monolitica centrale, e le altre quattro sono seminglobate nelle pareti. Nelle absidi sono presenti due altari di cui uno dedicato a San Petro e risalente al 1481.
Tutte le pareti della Chiesa sono adorne di affreschi, tutti di pregevole fattura.
Sulla cupola dell'altare campeggia l'Annunciazione, segue Maria Madre di Cristo. A destra della cupola sono raffigurati gli Apostoli mentre a sinistra la Resurrezione.
Nell'abside sinistra in alto si leggono la Lavanda dei piedi e l'Ultima cena, in basso la Vergine, San Nicola e San Francesco di Paola. Vuoi approfondire?
Il borgo medievale - Una menzione a parte merita il borgo medioevale della città, unico nel genere. Le sue mura fanno da scrigno a veri e propri tesori importanti per il Salento e per la Cristianità.
Probabilmente questa splendida cittadina deve la sua suggestività proprio al suo borgo antico, il quale ha resistito alle burrasche del tempo e si presenta oggi come ieri. Vi si accede da "Porta Terra", che si apre lungo un bastione, recentemente restaurato, d'epoca napoleonica. Una volta entrati nel cuore della cittadina, ci si trova in una piazza triangolare, realizzata nella seconda metà del Cinquecento. Più avanti, si erge "Porta Alfonsina", costruita nel 1481 e dedicata ad Alfonso, duca di Calabria, al quale si deve la liberazione del borgo dagli Ottomani.
E' emozionante camminare sull'antico lastricato fatto di pietre vive. Corso Garibaldi rappresenta l'arteria commerciale del paese. Vanta, infatti, la presenza di innumerevoli negozietti, aperti fino a tarda serata, nei quali si può trovare di tutto: souvenir, oggettistica locale e non, cartoline, abbigliamento, ecc. Il Corso si conclude in Piazza del Popolo dove si può notare la "Torre dell'orologio", edificata nel 1799 e impreziosita dallo stemma cittadino. Successivamente, tra localini e bar, si giunge a "Porta a Mare", attraverso la quale, percorrendo una lunga scalinata in legno, si arriva al porto.
Il centro storico di Otranto si snoda attraverso una fitta rete di stradine nelle quali si possono ammirare costruzioni antiche risalenti a varie epoche. Sul mare, poi, si erge il Bastione dei Pelasgi da dove si può scorgere uno splendido panorama del porto.
Le particolarità della Grecìa Salentina
Andrea SamaritaniLa Grecìa Salentina costituisce uno dei territori più interessanti nel panorama culturale e turistico dell'Italia, grazie ad un patrimonio che dalla cultura (con la lingua, la storia e la tradizione grika, la musica popolare, gli eventi come la Notte della Taranta) all'arte, con monumenti che tagliano il tempo (insediamenti rupresti, siti archeologivi, dolmen, menhir, specchie, neviere, cripte, frantoi ipogei, castelli, palazzi, chiese, case a corte, ecc.), alla natura ed all'ambiente, al tessuto di piccole e medie aziende agroalimentari, all'artigianato, alla gastronomia, fino ai servizi al turista ed alla cultura dell'ospitalità, crea un appeal straordinario. Di quest'area fanno parte i comuni di: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. I paesi sono riuniti nell'Unione dei comuni della Grecia Salentina, comprendente circa 50.000 abitanti. I comuni dell'Unione condividono non solo la cultura e (in parte) la lingua, ma anche una serie di servizi comprensoriali. La sede dell'Unione è a Calimera.
La Grecìa Salentina è un'area del Salento dove è ancora diffuso il Griko, una lingua greca parlata un tempo in gran parte della penisola Salentina (Puglia meridionale). I rapporti di questa regione con la Grecia sono stati stretti fin dall'epoca della Magna Graecia, ma particolarmente lo furono nel periodo in cui il Salento restò sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente (VII-XI secolo). La lingua grika è, oggi, il risultato di secoli di sovrapposizione culturale, che ha alterato alcuni degli elementi originari, fondendoli con le lingue dei contesti in cui il Griko si parlava. I dialoghi sono la testimonianza di una lingua ancora viva che, da un lato, va perdendo progressivamente, soprattutto nel lessico, le sue peculiarità; dall'altro, continua ad assimilare nelle sue strutture gli apporti linguistici esterni, dando luogo a volte a curiosi fenomeni. La guida linguistica si propone di organizzare (e magari introdurre gradualmente al griko chi ne sia ignaro) il materiale linguistico rimasto: lessico e strutture grammaticali e sintattiche. Tale organizzazione, non ha intenti filologici, non vuol cogliere dipendenze dal greco antico né evidenziare nessi o analogie di sviluppo col greco moderno; molto più semplicemente e modestamente prende in esame il griko nella sua autonomia ed assolutezza. Il vocabolario raccoglie il lessico ancora utilizzato, o quanto meno ancora ricordato.
Chi sono gli INFOBOYZ?
Per tutto il periodo vedrete vagare per le strade della città i punti informativi mobili, gli INFOBOYZ. Ragazze e ragazzi della Repubblica Salentina, alunni del Costa di Lecce, che si muoveranno nelle vie, nelle corti e nelle piazze per fornire ogni genere di informazione ai visitatori sugli eventi e sulla città.
Il team degli InfoBoyz è costituito da: Alessio Bernardo, Paolo Boccadamo, Osvaldo Capone, Giacomo Carrozzo, Michele Carrozzo, Marta Civilla, Francesca De Gioia, Cristina Di Benedetto, Emanuele Fingi, Fernando Fortunato, Grazia Greco, Miriam Longo, Fabio Mandurino, Sonia Mingiano, Pierluigi Murra, Alessandro Rotelli, Marco Salomone, Francesca Schifa, Alessandra Vallini, Gabriele Vergori e Andrea Zapparrata.
Come riconoscerli? ...a questo ci penseranno loro!

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